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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44597/2023 del 06/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa nell'ambito della procedura di consegna all'Autorità giudiziaria austriaca in esecuzione di mandato di arresto europeo processuale per i reati di partecipazione ad associazione per delinquere e tratta di persone. Il ricorrente deduceva: a) omessa o insufficiente indicazione nel MAE dei gravi indizi di colpevolezza; b) mancata traduzione dell'ordinanza restrittiva posta a base del MAE; c) possibilità di misure meno afflittive; d) insussistenza di un concreto pericolo di reiterazione del reato.

La decisione

Il 4 ottobre 2023 il ricorrente è stato consegnato alle autorità austriache (comunicazione dei Carabinieri del 7/10/2023) in esecuzione della sentenza n. 10080/2023 del 21/09/2023 emessa dalla Corte di appello di Bologna. Per la sopravvenuta esecuzione è venuto meno l'interesse ad impugnare; il Collegio ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Essendo la carenza di interesse non imputabile al ricorrente, non è stata pronunciata condanna al pagamento delle spese processuali né sanzione pecuniaria, richiamando precedenti giurisprudenziali.

Norme richiamate

  • Sez. U, n. 7 del 25/06/1997, Chiappetta, Rv. 208166

    Principio secondo cui la sopravvenuta carenza di interesse determina l'inammissibilità del ricorso; se la sopravvenuta causa non è imputabile al ricorrente, non deve essere imposta la condanna alle spese o la sanzione pecuniaria.

  • Sez. 3, n. 8025 del 25/01/2012, Oliverio, Rv. 252910

    Conferma il principio che la perdita di interesse per causa sopravvenuta comporta inammissibilità e esclude la condanna per spese/sanzioni se tale evento non è imputabile al ricorrente.

  • Mandato di arresto europeo (procedura processuale di consegna)

    Strumento che ha determinato la consegna del ricorrente alle autorità estere; l'esecuzione effettiva del MAE può rendere privo di interesse il riesame della misura cautelare nel giudizio interno.

Massime di principio

  • Se prima del giudizio di merito il soggetto viene effettivamente consegnato o la misura oggetto di impugnazione viene eseguita, l'interesse ad impugnare può venire meno e il ricorso va dichiarato inammissibile per carenza sopravvenuta di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente esclude, salvo casi particolari, la condanna al pagamento delle spese processuali e di eventuali sanzioni pecuniarie.
  • I vizi formali o sostanziali del mandato di arresto europeo (es. insufficienza di motivazione, mancata traduzione, possibilità di misure meno afflittive, assenza di pericolo di reiterazione) restano rilevanti, ma possono diventare inidonei a determinare il riesame se l'esecuzione del MAE è già intervenuta.
  • Prima di proporre rimedi o impugnazioni relativi a misure cautelari collegate a un MAE è opportuno verificare lo stato di esecuzione del MAE (se è già avvenuta la consegna o l'esecuzione), per evitare procedimenti divenuti privi di interesse.
  • Se si intende comunque contestare i vizi del MAE dopo la consegna, occorrerà valutare rimedi alternativi nello Stato di esecuzione o azioni processuali diverse rispetto al semplice riesame cautelare in Italia.

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