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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29057/2023 del 19/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (utilizzatrice)

La controversia

La controversia origina da un contratto di leasing immobiliare concluso nel 2007 tra la concedente e la utilizzatrice. In primo grado e in appello la concedente ha ottenuto l’accertamento della risoluzione del contratto per inadempimento dell’utilizzatrice, con ordine di rilascio dell’immobile. In appello, la società utilizzatrice ha contestato soprattutto il profilo dell’usurarietà degli interessi di mora e della corretta determinazione del costo complessivo dell’operazione: sosteneva che il leasing fosse soggetto alla disciplina sulla trasparenza bancaria e alla metodologia ISC/TAEG; che nel calcolo del tasso usurario dovessero essere inclusi anche i costi di istruttoria, oneri accessori, assicurazione e penali di risoluzione anticipata; che il tasso di mora andasse valutato al momento della pattuizione senza necessità di prova del pagamento effettivo; e che il contratto fosse nullo o comunque viziato perché indicava solo il tasso leasing e non il TAEG, rendendo indeterminato il tasso effettivamente applicato. Il terzo motivo censurava anche il rigetto della consulenza tecnica d’ufficio, ritenuta dai giudici di merito meramente esplorativa.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondati, per quanto di ragione, i motivi di ricorso. Ha censurato la Corte d’appello perché si era limitata a argomentazioni astratte e meramente ripetitive del primo giudice, senza rispondere in modo concreto alle specifiche deduzioni dell’utilizzatrice sui costi effettivi dell’operazione e sul possibile superamento del tasso soglia. Ha inoltre ritenuto ingiustificata la qualificazione come esplorativa della consulenza tecnica d’ufficio richiesta, osservando che, quando la parte allega i fatti nei termini di legge e l’accertamento richiede cognizioni tecniche, il giudice può fare ricorso a una consulenza percipiente. Per tali ragioni ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d’appello di Milano in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • legge n. 108/1996

    Richiamata come disciplina dell’usura, ai fini del confronto tra costo del finanziamento e tasso soglia.

  • art. 644 c.p.

    Norma sull’usura richiamata per la verifica del carattere usurario degli interessi di mora e del costo complessivo dell’operazione.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    Usato come parametro del vizio denunciato per violazione di legge.

  • art. 1 d.l. n. 394/2000 conv. in l. n. 24/2001

    Richiamato dalla ricorrente a sostegno del principio per cui l’usurarietà va valutata al momento della pattuizione.

  • art. 117, comma 4, d.lgs. n. 385/1993

    Invocato per sostenere l’indeterminatezza del tasso applicato quando il contratto indichi il solo tasso leasing e non tutti gli oneri praticati.

  • delibera CICR 4 marzo 2003

    Richiamata come base delle istruzioni di vigilanza in materia di trasparenza bancaria e indicatore sintetico di costo.

  • Istruzioni di Vigilanza per le banche della Banca d’Italia

    Evocate per sostenere che anche il leasing rientrasse tra le operazioni per le quali va reso noto un indicatore sintetico di costo.

  • disposizioni della Banca d’Italia sulla trasparenza bancaria del 29 luglio 2009

    Richiamate dai giudici di merito, ma la ricorrente ha sostenuto che fossero successive al contratto e quindi non applicabili.

  • art. 360 n. 5 c.p.c.

    Non espressamente indicato nel testo, ma la critica alla motivazione insufficiente sulla CTU è sviluppata in termini di congruità e adeguatezza della motivazione.

Massime di principio

  • L’usurarietà degli interessi moratori e del costo dell’operazione va verificata sulla base di una concreta analisi del rapporto contrattuale e della documentazione prodotta, non con affermazioni astratte o meramente teoriche.
  • Ai fini dell’accertamento dell’usura non è decisivo il pagamento effettivo degli interessi, ma il momento della pattuizione; tuttavia il giudice deve comunque valutare in concreto i dati allegati per stabilire se il tasso convenuto superi il tasso soglia.
  • La consulenza tecnica d’ufficio non può essere esclusa in modo apodittico come esplorativa quando la parte abbia allegato i fatti rilevanti e l’accertamento richieda specifiche cognizioni tecniche; in tal caso può avere funzione percipiente.
  • Nel valutare la validità e completezza dell’indicazione del tasso in contratto, occorre distinguere tra tasso nominale della sola componente finanziaria e costo effettivo dell’operazione, comprensivo degli oneri che la disciplina applicabile impone di considerare.
  • Il giudice di merito deve rispondere in modo specifico alle censure di appello che individuano i criteri di calcolo del costo del finanziamento e contestano il superamento del tasso soglia; la motivazione non può limitarsi a ripetere formule generali già spese in primo grado.

Come è indicizzato

MaterieLeasingInadempimentoImpugnazioniMutuo
RamiContrattiObbligazioniProcesso civileBancario e finanziario
IstitutiOnere della provaNullitàBuona fede e correttezza

Testo integrale

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