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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28346/2025 del 01/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza di riesame che aveva confermato il sequestro preventivo, denunciando carenza/insufficienza di motivazione e l'assenza del fumus commissi delicti rispetto ai reati contestati: circonvenzione di incapace, autoriciclaggio e ricettazione; contestavano inoltre la sussistenza del periculum in mora e l'inclusione di somme (assegni per figli a carico) ritenute impignorabili.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili e/o infondati, confermando la decisione del Tribunale. Ha ritenuto la motivazione del giudice di merito adeguata e logica: sussistevano indizi concreti di circonvenzione di incapace (vulnerabilità della vittima, condotte induttive e atti dispositivi dannosi), il reimpiego dei proventi in un investimento immobiliare integra l'autoriciclaggio anche se i flussi sono tracciabili, e gli elementi indiziari dimostravano consapevolezza della provenienza illecita (ricettazione). Il periculum in mora è stato valutato congruamente rispetto ai comportamenti predatori. È stata altresì respinta la doglianza sull'impignorabilità per mancata prova documentale. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; i motivi nuovi depositati sono stati dichiarati inammissibili per connessione con l'inammissibilità originaria.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Definisce i limiti del sindacato in Cassazione sulla motivazione: il vizio sussiste solo se il provvedimento omette di confrontarsi con un elemento potenzialmente decisivo che avrebbe potuto determinare esito opposto; deduzioni difensive incompatibili con la motivazione possono essere implicitamente disattese.

  • art. 648-ter.1 cod. pen.

    Norma sull'autoriciclaggio: integra il reato il reimpiego di proventi illeciti anche attraverso operazioni che non rendono impossibile la tracciabilità, purché idonee ad ostacolare gli accertamenti sulla provenienza.

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sulla ricettazione: occorrono elementi indiziari che dimostrino la consapevolezza della provenienza illecita delle somme/beni, valutata nel contesto degli indizi raccolti.

  • art. 643 cod. pen.

    Richiamata rispetto alla nozione di provento del reato presupposto; contestualizza la finalità di impedire all'autore di disporre del profitto illecito.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese del procedimento in caso di inammissibilità/rigetto del ricorso, come disposto dalla Corte nel caso di specie.

Massime di principio

  • In sede di legittimità sui provvedimenti cautelari reali non è consentita la rinnovata valutazione in fatto: la Cassazione controlla vizi di legge e la completezza/tenuta logica della motivazione, non la preferenza tra ricostruzioni alternative dei fatti.
  • La motivazione non è viziata per il solo fatto di non confutare ogni singola deduzione difensiva: è sufficiente che la motivazione complessiva mostri una ricostruzione coerente che implicitamente renda non credibile la prospettazione difensiva, salvo che la deduzione omessa sia potenzialmente decisiva.
  • Per l'autoriciclaggio non è necessario che le operazioni rendano impossibile identificare la provenienza illecita: basta un'attività concretamente idonea almeno ad ostacolare gli accertamenti sulla provenienza, anche se i flussi risultano tracciabili.
  • La sussistenza del fumus per reati come circonvenzione di incapace richiede la combinazione di elementi (vulnerabilità della vittima, condotte manipolative, atti dispositivi dannosi) valutati nel loro complesso; critiche puntuali ai singoli passaggi motivazionali non sono ammissibili in Cassazione per misure cautelari reali.
  • Il periculum in mora può essere desunto da comportamenti concreti e da elementi che facciano ritenere il rischio di dispersione, alterazione o alienazione dei beni sottoposti a sequestro; la motivazione circostanziata del giudice di merito è decisiva.
  • Chi deduce l'impignorabilità di somme deve fornire prova documentale specifica in sede di gravame: l'assenza di documenti rende la censura generica e inammissibile.

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