Sentenza n. 95/2026 - Catanzaro, Sezione 2
per l'annullamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione sull’istanza del ricorrente, presentata nel 2022, finalizzata all’acquisizione della conversione del permesso di soggiorno da stagionale a subordinato, ai sensi dell’art. 9 della legge 5.02.1992 n. 91, rubricata con n. prot. -OMISSIS-; silenzio perfezionatosi il -OMISSIS- in seguito a diffida; nonché per l’accertamento e la declaratoria dell’obbligo dell’Amministrazione di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso sull’istanza di cui innanzi, ovvero di adottare, comunque, un provvedimento espresso; nonché per la condanna dell’Amministrazione alla conclusione del procedimento e provvedere con un provvedimento espresso, ovvero di adottare un provvedimento espresso, nominando, ove occorra, un commissario ad acta per il caso dell’ulteriore inadempimento dell’Amministrazione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato sulla richiesta di conversione del permesso di soggiorno e di rilascio del relativo nulla osta
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso ex art. 117 c.p.a. contro il silenzio asseritamente formatosi su un'istanza volta alla conversione del permesso di soggiorno, secondo quanto riportato nel provvedimento, da permesso per studio a permesso per lavoro autonomo, dopo avere integrato la documentazione su richiesta dell'Amministrazione. Ha dedotto l'illegittimità dell'inerzia e chiesto l'accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, anche mediante nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento. Le Amministrazioni resistenti hanno eccepito l'inammissibilità del ricorso, rilevando che il procedimento si era già concluso con un provvedimento espresso negativo. Il TAR ha accertato in atti che la Prefettura aveva disposto la revoca del nulla osta per mancata integrazione documentale e che tale revoca non risultava impugnata.
La decisione
Il TAR ha dichiarato inammissibile il ricorso per carenza di interesse e per insussistenza dell'obbligo dell'Amministrazione di provvedere. La revoca del nulla osta, non impugnata, aveva infatti definito il procedimento e impediva di ritenere sussistente un'inerzia rispetto alla richiesta di conversione del titolo di soggiorno o di rilascio di un nuovo nulla osta. Non ricorrevano quindi i presupposti per ordinare all'Amministrazione di adottare un provvedimento espresso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
il giudice decide con sentenza in forma semplificata
L'azione avverso il silenzio presuppone la persistente inerzia dell'Amministrazione rispetto a un obbligo di provvedere; non è ammissibile quando il procedimento sia già stato definito da un provvedimento espresso non impugnato.
art. 9 l. 5 febbraio 1992, n. 91
Richiamato nell'epigrafe con riferimento alla conversione del permesso di soggiorno, ma non oggetto di autonoma interpretazione nella motivazione.
Massime di principio
- L'azione avverso il silenzio è inammissibile quando il procedimento amministrativo si sia già concluso con un provvedimento espresso, anche se sfavorevole, non impugnato dall'interessato.
- La revoca non impugnata del nulla osta esclude la persistenza di un obbligo dell'Amministrazione di avviare o concludere un ulteriore procedimento volto alla conversione del titolo di soggiorno o al rilascio di un nuovo nulla osta.
- Ai fini dell'azione ex art. 117 c.p.a., la carenza dell'obbligo di provvedere e la conseguente carenza di interesse derivano dalla definizione del procedimento mediante un atto amministrativo espresso non contestato in giudizio.
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