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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41961/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha revocato la misura alternativa della detenzione domiciliare per plurime violazioni contestate: denuncia per stalking presentata dalla ex compagna sette giorni dopo la scarcerazione (10/07/2022), presenza segnalata nei pressi dell'asilo il 22/11/2022, episodio del 20/12/2022 consistente nell'avere tirato un pugno al finestrino di un autobus e invocazione aggressiva del nome della donna, e un allontanamento dal luogo di detenzione domiciliare il 23/12/2022 giustificato dal ricorrente con motivi di salute e con rilascio tardivo di certificazione medica. Il ricorrente ha dedotto che per l'episodio di stalking è stato prosciolto, che l'episodio del 22/11 era neutro e che la documentazione medica giustificativa è pervenuta in ritardo e giustificata dalle festività e da necessità difensive.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il sindacato di legittimità è limitato al controllo della correttezza logico-giuridica della motivazione e non può ridisegnare la valutazione di merito sulle singole violazioni. La revoca della detenzione domiciliare è stata considerata supportata da motivazione non illogica: le violazioni contestate, considerata la complessiva valutazione del giudice di merito e la discrezionalità nella valutazione dell'incompatibilità con la misura alternativa, legittimano la revoca. È stato inoltre osservato che il mero proscioglimento contenuto nel dispositivo di sentenza non consente automaticamente di escludere che la condotta sia stata commessa o che non abbia rilievo ai fini della misura alternativa. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limita la forma e i contenuti della deduzione nel ricorso (sinteticità dei motivi), richiamato per delimitare quanto il ricorrente poteva esporre; il ricorso è stato valutato nei limiti richiesti da tale norma.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente in caso di rigetto; applicata per condannare Storace al pagamento delle spese.

  • Sez. 1, Sentenza n. 13376 del 18/02/2019 (Castelluzzo), Rv. 275239

    Principio giurisprudenziale sulla discrezionalità del giudice di merito nella valutazione dell'incompatibilità delle violazioni con la prosecuzione di misure alternative; tale discrezionalità, se motivata in modo non illogico, non è sindacabile in cassazione.

  • Sez. 1, Sentenza n. 27711 del 06/06/2013 (De Martino), Rv. 256479 - 01

    Conferma che il controllo in sede di legittimità sul vizio della motivazione è limitato alla verifica logica e giuridica della struttura argomentativa e non alla riconsiderazione dei fatti di merito.

Massime di principio

  • In Cassazione il controllo è limitato alla correttezza logico-giuridica della motivazione; non è ammessa una rivalutazione dei fatti di merito.
  • La revoca di una misura alternativa (es. detenzione domiciliare) per violazioni ripetute rientra nella discrezionalità del giudice di merito e resiste se la motivazione non è illogica.
  • Il proscioglimento contenuto nel solo dispositivo di una sentenza non equivale automaticamente a prova che la condotta non sia mai stata commessa: occorre valutare il contenuto integrale della motivazione della sentenza di merito.
  • La tardiva produzione di documentazione giustificativa (es. certificati medici) può non essere sufficiente a far ritenere infondata la revoca se il giudice di merito non ha potuto valutare tempestivamente la giustificazione o ritiene comunque sussistenti elementi contrari.
  • Chi impugna una revoca di misura alternativa dovrebbe puntare a dimostrare l'illogicità o l'incompletezza della motivazione del giudice di merito, non solo a proporre una diversa valutazione dei fatti.
  • Per evitare esiti sfavorevoli è consigliabile documentare tempestivamente e in modo completo ogni giustificazione (certificati medici, attestazioni, comunicazioni) e farle pervenire all'autorità che valuta la misura nei tempi utili.

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