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Ordinanza

Ordinanza n. 3304/2026 - Roma, Sezione 1Q

Giustizia amministrativa202605559

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: bando del concorso pubblico per titoli ed esami per l'assunzione di 220 commissari della carriera dei funzionari della Polizia di Stato, nella parte relativa al limite di età e alla presentazione telematica della domanda, nonché il D.M. Interno n. 103 del 13 luglio 2018

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (candidato a concorso)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il bando del concorso per l'assunzione di 220 commissari della Polizia di Stato, deducendo l'illegittimità della clausola che richiede di non aver compiuto il trentesimo anno di età, prevedendo deroghe per il servizio militare prestato, per gli appartenenti alla Polizia di Stato e, con un limite di trentacinque anni, per gli appartenenti ai ruoli dell'Amministrazione civile dell'interno. Secondo il ricorrente, tale clausola avrebbe natura escludente e gli impedirebbe di partecipare alla procedura. È stata contestata anche la previsione del bando che impone l'invio della domanda esclusivamente mediante modalità telematiche, in quanto il sistema non consentirebbe di presentare validamente la candidatura in ragione del mancato possesso del requisito anagrafico. È stato inoltre impugnato il D.M. Interno n. 103 del 13 luglio 2018. Il ricorrente ha chiesto, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia degli atti impugnati e l'ammissione alla procedura nelle more della decisione di merito.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente un adeguato fumus boni iuris, richiamando quanto evidenziato dalla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. IV, 19 gennaio 2026, n. 397. Quanto al periculum in mora, ha ritenuto prevalente l'interesse del ricorrente a partecipare alla procedura concorsuale nelle more della definizione del giudizio, non ravvisando un contrapposto interesse pubblico di consistenza tale da giustificare il sacrificio dell'interesse privato. La domanda cautelare collegiale è stata quindi accolta, con conferma di quanto già disposto dal decreto cautelare del TAR Lazio, Sez. I quater, 14 maggio 2026, n. 2841, ai fini della partecipazione del ricorrente al concorso. Il merito è stato fissato all'udienza pubblica del 2 febbraio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione costituisce il fondamento della domanda e della decisione cautelare collegiale; il giudice ha verificato la sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora.

  • D.M. Interno n. 103 del 13 luglio 2018

    Atto regolamentare impugnato dal ricorrente insieme al bando, in relazione alla disciplina del requisito anagrafico per la partecipazione al concorso.

Massime di principio

  • In presenza di un adeguato fumus boni iuris sulla legittimità di una clausola escludente contenuta in un bando di concorso, il giudice amministrativo può adottare una misura cautelare che consenta al candidato di partecipare alla procedura nelle more della decisione di merito.
  • Nella valutazione del periculum in mora relativo all'esclusione da una procedura concorsuale, l'interesse del candidato a partecipare tempestivamente alla selezione può prevalere sull'interesse pubblico quando non emerga un interesse pubblico contrapposto di consistenza tale da giustificarne il sacrificio.
  • Il giudice amministrativo può confermare in sede collegiale una precedente misura cautelare monocratica finalizzata a consentire la partecipazione del candidato alla procedura concorsuale, mantenendone gli effetti fino alla definizione del giudizio di merito.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciTutela cautelare
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieRequisiti di ammissione ed esclusione dal concorso
IstitutiTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblicoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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