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Ordinanza

Ordinanza n. 501/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del diniego di detenzione di armi e munizioni ex art. 39 T.U.L.P.S. prot. n. 0293148 adottato dal Prefetto della Provincia di Roma in data 9/07/2025 e notificato in data 21/10/2025; - in via derivata, del verbale della Questura di Roma squadra mobile n. 500/4 dell'11 luglio 2024, con il quale si dà atto del ritiro cautelare in data 8 luglio 2024 delle armi detenute dal sig. -OMISSIS-; - di ogni altro atto presupposto, connesso o conseguente.

Giustizia amministrativa202515876

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di detenzione di armi e munizioni ex art. 39 T.U.L.P.S., con ordine alternativo di cessione a terzi non conviventi aventi titolo o di rottamazione

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (detentore di armi)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione, il provvedimento prefettizio del 9 luglio 2025 recante il divieto di detenzione di armi e munizioni, nonché, in via derivata, il verbale della Questura relativo al ritiro cautelare delle armi e ogni atto presupposto, connesso o conseguente. Nell'ordinanza non sono specificamente riportati i motivi di illegittimità dedotti, ma il giudice dà atto della censura relativa al divieto di detenzione e della domanda cautelare concernente anche la dismissione delle armi e munizioni.

La decisione

Il TAR ha accolto parzialmente la domanda cautelare. Ha ritenuto, allo stato del sommario esame cautelare, insussistenti i profili lamentati contro il divieto di detenzione, valorizzando la discrezionale valutazione rimessa dal legislatore all'Autorità di pubblica sicurezza in questa materia e ritenendo recessivo l'interesse del ricorrente. Ha invece ravvisato un pericolo di pregiudizio irreparabile limitatamente all'obbligo alternativo di cedere o rottamare le armi e munizioni. Ha quindi sospeso l'esecuzione del provvedimento esclusivamente nella parte relativa alla dismissione, riservando ogni valutazione definitiva al giudizio di merito, fissato per il 27 ottobre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 39 T.U.L.P.S.

    Il provvedimento prefettizio di divieto di detenzione delle armi e munizioni è adottato nell'ambito della valutazione discrezionale dell'Autorità di pubblica sicurezza.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale per la decisione sulla domanda cautelare.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata ai fini dell'oscuramento dei dati personali.

Massime di principio

  • Nella materia del divieto di detenzione di armi ex art. 39 T.U.L.P.S., la valutazione dell'Autorità di pubblica sicurezza è connotata da discrezionalità; in sede cautelare, l'interesse del detentore può risultare recessivo rispetto alle esigenze sottese al potere di pubblica sicurezza, salvo l'accertamento definitivo nel merito.
  • Anche quando il divieto di detenzione non venga sospeso in sede cautelare, può essere sospesa autonomamente la parte del provvedimento che impone la cessione o la rottamazione delle armi e munizioni, qualora tale esecuzione determini un pregiudizio irreparabile nelle more del giudizio di merito.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaEfficacia ed esecuzione del provvedimentoTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

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