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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32444/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge in relazione all'art. 585 c.p.p. e all'art. 582, comma 2, c.p.p.: la Corte d'appello aveva dichiarato inammissibile l'appello per presunta intempestività; il ricorrente sostiene invece di aver depositato tempestivamente l'atto di appello il 12/11/2019 presso la cancelleria del Tribunale di Chieti (un giorno prima della scadenza), come risulta dall'attestazione di "depositato" apposta sull'atto, ai sensi dell'art. 582, comma 2, c.p.p., essendo il difensore avuto lo studio in Chieti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha interpretato l'art. 582, comma 2, c.p.p. nel senso che la parte privata o i difensori possono depositare l'impugnazione nella cancelleria del tribunale del "luogo in cui si trovano" (inteso in senso naturalistico, ossia la presenza fisica). Alla luce della documentazione allegata, ha ritenuto provato il deposito tempestivo a Chieti, ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'appello di L'Aquila e ha disposto la trasmissione degli atti alla stessa Corte d'appello per l'ulteriore corso.

Norme richiamate

  • art. 582 cod. proc. pen.

    Il comma 2 consente alla parte privata o ai difensori di presentare l'impugnazione nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del "luogo in cui si trovano"; la "diversità del luogo" va intesa in termini di presenza fisica del soggetto nel luogo diverso rispetto a quello che ha emesso il provvedimento.

  • art. 585 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla questione di inammissibilità per intempestività; la Corte ha valutato la presunta violazione alla luce della possibilità prevista dall'art. 582, comma 2, ritenendo che la valutazione dell'intempestività non possa prevalere se è dimostrato il deposito tempestivo nel luogo previsto dalla norma.

  • art. 349 cod. pen.

    Norma sostanziale riferita al reato per cui Cirotti era stato condannato; nella decisione della Cassazione il profilo sostanziale del reato non è stato riconsiderato, essendo la pronuncia focalizzata sulla regolamentazione procedurale delle impugnazioni.

  • Sez. 2, n. 37404 del 27/09/2005 (Rv. 232608)

    Giurisprudenza richiamata che conferma l'interpretazione secondo cui la "diversità del luogo" prevista dall'art. 582, comma 2, va valutata in termini di presenza fisica del difensore o della parte nel luogo in cui viene effettuato il deposito.

Massime di principio

  • La locuzione "luogo in cui si trovano" dell'art. 582, comma 2, c.p.p. va intesa in senso "naturalistico"/fisico: è sufficiente la presenza fisica della parte o del difensore nel luogo dove si deposita l'impugnazione.
  • L'attestazione ufficiale di "depositato" apposta dalla cancelleria sull'atto di impugnazione costituisce prova determinante della tempestività del deposito e può invalidare eccezioni di intempestività sollevate dalla controparte o dalla Corte.
  • La corte d'appello deve valutare correttamente la prova documentale del deposito; un errore nella valutazione della tempestività può determinare l'annullamento della decisione da parte della Corte di Cassazione.
  • In situazioni analoghe, il difensore dovrebbe assicurarsi di conservare e allegare l'attestazione di deposito e indicare chiaramente il luogo fisico in cui il deposito è stato effettuato per poter beneficiare della previsione dell'art. 582, comma 2.
  • Se la decisione di merito è fondata su un'errata interpretazione di norme processuali relative ai termini di impugnazione, la Corte di Cassazione può annullare la decisione e rinviare o trasmettere gli atti per il prosieguo conforme al corretto quadro normativo.

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