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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20398/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in due motivi: 1) vizio di motivazione e violazione di legge (art. 125 comma 3 e art. 582 c.p.p.) per presunta omissione del Tribunale circa l'inammissibilita dell'impugnazione promossa dal P.M. per mancanza di indicazione di una delega specifica; 2) violazione di legge e vizio di motivazione (artt. 274, 275, 125 comma 3 e 127 comma 2 c.p.p.) per avere il Tribunale fatto proprie in modo apodittico le ragioni della Procura senza considerare elementi di novita difensivi che attesterebbero l'assenza di attitudini al reato e di collegamenti con l'ambiente criminale. L'obiettivo era ottenere l'annullamento dell'ordinanza che aveva ripristinato la custodia cautelare in carcere nei confronti dell'indagato, gravemente indiziato del reato di cui all'art. 416-bis c.p. e altri reati.

La decisione

Il ricorso e stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza delle censure. La Corte ha ritenuto regolare e ammissibile l'impugnazione proposta dalla Procura, respingendo la critica relativa alla presunta omissione del Tribunale, e ha ritenuto il secondo motivo generico, aspecifico e manifestamente infondato. La Corte ha ribadito che non e suo compito rivedere il merito o la valutazione degli indizi e delle esigenze cautelari, ma solo verificare la legittimita e la congruita della motivazione. Il Tribunale del riesame aveva motivato congruamente la necessita della custodia cautelare evidenziando l'elevata pericolosita e la professionalita criminale del Fiorisi, la durata pluriennale dell'attivita delittuosa, il coinvolgimento di piu soggetti e il fatto che i reati erano stati commessi durante la liberta vigilata, elementi ritenuti sufficienti per preservare la custodia in carcere. Conseguentemente la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende; ha inoltre disposto gli adempimenti di cancelleria previsti.

Norme richiamate

  • art. 416-bis c.p.

    presente nel testo come riferimento al reato contestato

    indica l'accusa di associazione di tipo mafioso; la Corte si limita a considerare tale contestazione tra gli elementi che giustificano la gravita degli indizi

  • art. 125 comma 3 c.p.p.

    citato nei motivi di ricorso

    utilizzato dal ricorrente per censurare presunte carenze formali dell'impugnazione; la Corte ha ritenuto la questione infondata e ha ricordato che la mancata trattazione di motivi vaghi o generici non invalida l'atto impugnato

  • art. 582 c.p.p.

    citato nei motivi di ricorso

    richiamato dal ricorrente in tema di vizi di motivazione; la Corte ha verificato la sufficienza motivazionale dell'ordinanza impugnata e l'ha ritenuta congrua

  • art. 274 c.p.p.

    citato nei motivi di ricorso

    richiamato quale norma processuale relativa alle prove e alla loro valutazione; la Corte ha affermato il proprio limite a non riesaminare i fatti e le prove del merito

  • art. 275 c.p.p.

    citato nei motivi di ricorso; richiamato anche il comma 3

    norma che disciplina la custodia cautelare; la Corte ha confermato che la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere puo permanere in presenza di pericolosita e rischio di recidiva, come valutato dal giudice del riesame

  • art. 127 comma 2 c.p.p.

    citato nei motivi di ricorso

    riferimento normativo concernente i poteri del giudice e l'esame delle esigenze cautelari; la Corte ha ribadito che la valutazione rimane di competenza del giudice del merito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    citato nella parte dispositiva

    prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente quando il ricorso e dichiarato inammissibile; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese

  • art. 28 Reg. Esec. cod. proc. pen.

    citato nella parte finale per gli adempimenti di cancelleria

    disposizioni di esecuzione formali per gli adempimenti di cancelleria a seguito della sentenza; disposto di inviare l'atto agli uffici competenti

  • Giurisprudenza citata

    sez. VI, 07 aprile 2009, n. 17891; sez. 2 n. 56 del 7/12/2011, Rv. 251760

    richiami giurisprudenziali utilizzati per affermare che la Corte non revoca una sentenza per mancato esame di motivi di appello vaghi/generici e per delimitare l'ambito del controllo di legittimita sulla motivazione

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non puo rivedere i fatti e le valutazioni probatorie tipiche del merito: il controllo e limitato alla legittimita e alla congruita formale della motivazione
  • Un ricorso per cassazione contro una misura cautelare e destinato all'inammissibilita se le censure sono generiche, aspecifiche o manifestamente infondate e non indicano un vizio giuridico chiaro o una illogicita palese nella motivazione del giudice del merito
  • L'impugnazione promossa dalla Procura e in linea di principio ammissibile se formalmente corretta; la mancata menzione di una delega specifica non produce automaticamente l'annullamento quando l'atto e nel complesso rituale
  • Se il giudice del riesame motiva la necessita della custodia cautelare con elementi indicativi di pericolosita, recidiva o professionalita criminale, tali valutazioni difficilmente saranno rimesse in discussione in sede di legittimita
  • Per avere successo in cassazione e necessario contestare specificamente l'insufficienza o l'illogicita della motivazione dimostrando che il giudice non ha considerato elementi decisivi o ha compiuto un errore di diritto; semplici opinioni contrarie non sono sufficienti
  • Ricorsi ritenuti temerari o manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese e sanzioni (es. pagamento alla Cassa delle Ammende), quindi valutare attentamente la fondatezza delle censure prima della proposizione

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