Sentenza n. 2743/2026 - Roma, Sezione 5Q
per la declaratoria dell’obbligo di provvedere, con un provvedimento espresso, relativamente al silenzio/inadempimento/rigetto serbato dall’Ambasciata d’Italia ad Islamabad (Pakistan), con riferimento alla domanda di attivazione della procedura di rilascio del visto di ingresso per motivi di studio;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per motivi di studio
Esito
Favorevole al resistente (ministero e ambasciata)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio/inadempimento, qualificato anche come silenzio-rigetto, dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sulla domanda di attivazione della procedura per il rilascio di un visto di ingresso per studio universitario. Nel corso del giudizio il Ministero resistente ha dedotto e documentato che la sede diplomatica competente aveva fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, chiedendo per tale ragione la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che l'intervenuta fissazione dell'appuntamento e, quindi, l'attivazione del procedimento per il rilascio del visto integrassero il soddisfacimento della pretesa fatta valere in giudizio. La decisione è stata adottata alla luce del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a., in quanto la sopravvenuta attività amministrativa aveva eliminato l'utilità concreta della decisione sull'azione avverso il silenzio. Le spese sono state compensate in ragione del comportamento operoso dell'amministrazione; il Ministero e l'Ambasciata sono stati comunque posti a carico della restituzione al ricorrente del contributo unificato, se versato.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
per la declaratoria dell’obbligo di provvedere, con un provvedimento espresso
Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione; nel caso concreto il ricorso è divenuto privo di oggetto utile dopo l'attivazione del procedimento amministrativo.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente la dichiarazione di cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata risulta integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio, la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo oggetto dell'istanza soddisfa la pretesa azionata e determina la cessazione della materia del contendere, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a.
- La fissazione dell'appuntamento necessario per la presentazione della domanda di visto integra, quando costituisce l'attivazione del relativo procedimento, un'attività amministrativa idonea a soddisfare la domanda proposta contro il silenzio sull'obbligo di provvedere.
- In caso di cessazione della materia del contendere determinata dall'attività sopravvenuta dell'amministrazione, le spese possono essere compensate valorizzando il comportamento operoso dell'amministrazione, ferma restando la possibilità di porre a suo carico la restituzione del contributo unificato.
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