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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2965/2022 del 26/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di legittimità ha accolto il ricorso nella parte decisiva: ha osservato che il motivo relativo all'art. 131-bis era stato effettivamente proposto in appello e che la Corte territoriale non lo aveva esaminato, ma ha deciso la causa con annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Sentenza emessa il 6 ottobre 2021.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Capozzoli Rosa impugna la sentenza che l'aveva riconosciuta colpevole dei reati previsti dagli artt. 624 e 625 n. 7 cod. pen. per essersi impossessata, al fine di trarne profitto, di articoli posti sugli scaffali di un supermercato per un valore complessivo di euro 80,00 (fatto del 29/03/2012). Denuncia che la Corte territoriale non ha esaminato il quesito relativo all'applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. (causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto), limitandosi a concedere le circostanze attenuanti generiche e senza estendere le valutazioni svolte ai fini dell'art. 62-bis cod. pen. alla verifica della non punibilità. Inoltre deduce che il reato è estinto per prescrizione, richiamando gli artt. 157 e 161 cod. pen.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma che punisce il reato di furto; nel caso di specie l'imputata è stata ritenuta colpevole per essersi impossessata di beni altrui per trarne profitto (valore complessivo 80 euro, 29/03/2012).

  • art. 625 n. 7 cod. pen.

    Prevede circostanze aggravanti del furto (n. 7 fra le aggravanti previste); richiamata nella contestazione della fattispecie oggetto del processo.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Disciplina la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il ricorrente aveva chiesto che fosse applicata, contestando l'omessa valutazione da parte della Corte d'Appello; la Corte di legittimità ha rilevato l'omissione ma ha deciso la controversia per prescrizione senza pronunciarsi sulla concreta applicabilità della norma.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Riguarda la circostanza attenuante della particolare tenuità del fatto. La Corte territoriale ha concesso circostanze attenuanti generiche richiamando la tenuità, ma non ha esteso tali considerazioni alla verifica della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis.

  • artt. 157 e 161 cod. pen.

    Norme che disciplinano la prescrizione del reato e le modalità di computo/interruzione dei termini. La Corte ha ritenuto che fosse decorso il termine di prescrizione previsto da tali articoli e ha dichiarato estinto il reato, annullando la sentenza impugnata senza rinvio.

Massime di principio

  • Se l'imputato deduce la causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis), questa va espressamente valutata dal giudice; la mera concessione di circostanze attenuanti non equivale a un pronunciamento sulla non punibilità.
  • La questione della non punibilità debitoria/contenuta nella tenuità del fatto può essere sollevata anche in appello; il giudice di merito deve motivare l'eventuale omessa valutazione.
  • La prescrizione resta rimedio processuale sostanziale che può rendere inutile la pronuncia sulle questioni sostanziali: quando il termine prescrizionale è decorso la Corte può annullare la sentenza per estinzione del reato senza rinviare a un nuovo giudizio.
  • In cause per furti di modico valore è fondamentale verificare sia la rilevanza soggettiva e oggettiva della tenuità del fatto sia il corretto computo dei termini di prescrizione (data del fatto, interruzioni, sospensioni).
  • Per ottenere la non punibilità ex art. 131-bis conviene dedurre la questione tempestivamente e fornire elementi sulla scarsa offensività e sulla non pericolosità sociale del comportamento, distinguendo chiaramente la richiesta di attenuanti dalla richiesta di non punibilità.

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