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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44009/2023 del 02/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello del 12/7/2022 denunciando, in particolare, il rigetto senza motivazione della proposta di concordato presentata ai sensi dell'art. 599‑bis c.p.p.; contestava inoltre il trattamento sanzionatorio e il mancato riconoscimento della circostanza attenuante di cui all'art. 114 c.p. e delle circostanze attenuanti generiche. In fatto: il difensore aveva depositato la proposta di concordato il 23/6/2022; il 24/6/2022 il Procuratore generale aveva espresso consenso; all'udienza del 12/7/2022 entrambe le parti avevano insistito per l'accoglimento, la Corte si era ritirata e al ritorno in aula lesse solo il dispositivo con una pena più elevata rispetto al concordato; nella motivazione non è rinvenibile alcun riferimento, nemmeno implicito, al concordato o alle ragioni del suo diniego.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il motivo relativo alla radicale assenza di motivazione sul rigetto del concordato. Ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di appello di Venezia. La Corte di Cassazione non ha deciso nel merito sugli altri profili (attenuanti e quantificazione della pena), poiché il vizio motivazionale sul concordato è risultato decisivo e ha richiesto un nuovo esame da parte del giudice di merito.

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    L'accordo tra le parti disciplinato dall'art. 599-bis è soggetto a un controllo giudiziale finale di legalità sulla pena: il giudice deve verificare i presupposti per l'applicazione degli istituti coinvolti, l'adeguatezza e la proporzionalità del trattamento sanzionatorio e deve rendere conto, con motivazione espressa o implicita, dell'accoglimento o del rigetto del concordato.

  • art. 114 cod. pen.

    Nel ricorso si denunciava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante prevista da questa norma; la Corte di Cassazione, avendo annullato per vizi motivazionali sul concordato, ha rimesso al giudice di merito la valutazione anche di tale circostanza nel nuovo giudizio.

  • art. 73 e art. 80, comma 2, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norme sostanziali relative al reato per il quale gli imputati erano stati condannati in primo grado e in appello; tali disposizioni costituiscono l'oggetto dei fatti giudicati ma la Cassazione si è concentrata sul profilo procedurale e motivazionale relativo al concordato.

  • Precedente: Sez. 2, n. 30624 del 7/6/2023 (Suma), Rv. 284869

    Giurisprudenza di legittimità richiamata per affermare che il controllo giudiziale sul concordato comprende la verifica degli istituti coinvolti e dell'adeguatezza/proporzionalità della pena; conferma l'obbligo motivazionale del giudice anche quando le parti hanno raggiunto un accordo.

Massime di principio

  • Una proposta di concordato ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., anche se accolta dalle parti e con il consenso del Pubblico Ministero, richiede comunque che il giudice effettui un controllo di legalità e motivi l'accoglimento o il rigetto in ordine all'adeguatezza e proporzionalità della pena.
  • La mancata o insufficiente motivazione sul rigetto (o sulla modifica) di un concordato è vizio grave che può portare all'annullamento della sentenza e al rinvio per nuovo giudizio.
  • In giudizio di appello, quando si propone un concordato, è opportuno che la difesa evidenzi in modo documentato e rituale i presupposti di congruità della pena per agevolare il controllo giudiziale; il consenso del Procuratore generale non sostituisce la necessità di motivazione del giudice.
  • Se un vizio motivazionale è decisivo, la Corte di Cassazione può limitarsi ad annullare e rinviare senza decidere nel merito sulle altre questioni sostanziali (es. riconoscimento di attenuanti), che dovranno essere riesaminate dal giudice di rinvio.
  • Per evitare annullamenti, il dispositivo e la motivazione della sentenza di merito devono esplicitare il trattamento sanzionatorio in relazione all'accordo e spiegare le ragioni di eventuali scostamenti rispetto al concordato.

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