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Cassazione Penale, Ordinanza n. 11331/2025 del 20/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. In conseguenza dell'inammissibilità ha applicato l'art. 616 c.p.p., ponendo a carico del ricorrente le spese processuali e il pagamento della somma di Euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli. Dall'ordinanza risulta che l'unico motivo dedotto riguardava il riconoscimento della recidiva, ritenuto dal ricorrente erroneo o comunque non adeguatamente giustificato. La Corte di cassazione ha però rilevato che la motivazione della sentenza impugnata era sufficiente e non illogica e che il giudice di merito aveva esaminato in modo adeguato le deduzioni difensive sul punto; perciò la censura mirava in sostanza a una rivalutazione del merito non consentita in sede di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso seguono la condanna del ricorrente alle spese processuali e, nei limiti previsti, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La censura sulla recidiva è inammissibile in cassazione quando si risolve in una richiesta di rivalutazione del merito a fronte di una motivazione di appello sufficiente, non illogica e che abbia esaminato le deduzioni difensive.
  • Il giudizio di legittimità non consente di sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito quando la decisione impugnata sia sorretta da argomentazione congrua e logicamente coerente.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p., tra cui la condanna alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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