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Sentenza

Sentenza del 05/07/2017 n. 2991 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

REGISTRO - Motivazione avviso liquidazione - Assenza criteri di calcolo e riferimenti legislativi - Carenza di motivazione - Nullità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano che aveva annullato un avviso di liquidazione per imposta di registro, ipotecaria e catastale pari a 171.545 euro, collegato a una sentenza della Corte d'Appello di Milano resa su un lodo arbitrale. L'Ufficio sosteneva che l'avviso fosse sufficientemente motivato, poiché indicava la normativa applicata, l'atto giudiziario e gli importi richiesti, e riteneva applicabili le disposizioni tariffarie relative agli effetti della pronuncia giudiziaria. La società resistente contestava invece la genericità dell'atto, che non indicava la base imponibile, le aliquote, i criteri di calcolo né le specifiche norme applicate, impedendo di ricostruire la metodologia di liquidazione e di esercitare pienamente il diritto di difesa. Contestava inoltre che la sentenza avesse un contenuto patrimoniale autonomo, poiché si era limitata a respingere l'impugnazione del lodo arbitrale.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato l'annullamento dell'avviso di liquidazione per carenza di motivazione e conseguente nullità. L'avviso indicava soltanto il numero della sentenza, la controparte, i codici dei tributi e gli importi, senza specificare la base imponibile, le aliquote, i criteri di calcolo e gli articoli del DPR 131/1986 applicati. Il Collegio ha inoltre ritenuto corretta la valutazione secondo cui la sentenza non aveva contenuto patrimoniale autonomo e che, anche facendo riferimento al lodo, l'imposta avrebbe potuto riguardare al massimo l'importo non ancora eseguito; nel caso concreto, l'intero importo era già stato pagato. L'Ufficio è stato condannato a rifondere alla società le spese del grado, liquidate in 7.400 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Articolo 7 dello Statuto dei diritti del contribuente

    La motivazione dell'atto tributario costituisce uno strumento essenziale di garanzia del contribuente.

    L'atto impositivo deve consentire al contribuente di conoscere i fatti e i presupposti giuridici della pretesa fiscale, nonché l'iter logico seguito dall'Amministrazione. Una motivazione meramente apparente o incompleta compromette il diritto di difesa.

  • Articolo 22 del DPR 131/1986

    È stato ritenuto applicabile perché la sentenza della Corte d'Appello non aveva un autonomo contenuto patrimoniale e si era limitata a respingere l'impugnazione del lodo arbitrale. L'eventuale tassazione collegata al lodo avrebbe potuto riguardare soltanto la parte di obbligazione non ancora eseguita.

  • Articolo 2 della Tariffa, parte II, allegata al DPR 131/1986

    Invocato dall'Agenzia delle Entrate per sostenere la tassazione secondo il contenuto e gli effetti della pronuncia; la tesi non è stata accolta per il rigetto dell'appello e per la carenza motivazionale dell'avviso.

  • Articolo 8 della Tariffa, parte I, allegata al DPR 131/1986

    Richiamato dall'Ufficio insieme all'articolo 2 della Tariffa, parte II, per giustificare la liquidazione dell'imposta in relazione agli effetti della sentenza; il Collegio non ha ritenuto sufficiente tale impostazione, anche perché l'avviso non esplicitava i criteri concreti di calcolo.

  • Cassazione civile n. 9810/2014

    Richiamata come precedente a sostegno del principio secondo cui la motivazione dell'atto tributario deve rendere conoscibili le ragioni della pretesa e i criteri utilizzati dall'Amministrazione.

Massime di principio

  • Un avviso di liquidazione deve indicare non solo l'atto presupposto e l'importo richiesto, ma anche la base imponibile, l'aliquota, i criteri di calcolo e le specifiche norme applicate.
  • La motivazione deve permettere al contribuente di ricostruire l'iter logico-giuridico dell'imposizione e di predisporre una difesa effettiva; il semplice rinvio a codici tributo o a un atto giudiziario non è sufficiente.
  • Nel giudizio tributario l'Amministrazione è vincolata alle ragioni espresse nell'atto impugnato e non può sostituirle o integrarle con motivazioni nuove durante il processo.
  • Quando una sentenza si limita a confermare o respingere l'impugnazione di un lodo senza riconoscere autonomamente somme, la tassazione deve considerare il contenuto effettivo della pronuncia e non può automaticamente assumere l'intero valore economico della controversia.
  • Se l'obbligazione o l'importo derivante dal lodo è già stato integralmente eseguito, non è normalmente configurabile una parte ancora ineseguita da assoggettare a tassazione secondo il criterio collegato all'esecuzione residua.
  • La carenza degli elementi essenziali di motivazione dell'avviso può comportarne la nullità o l'annullamento, con possibile condanna dell'Amministrazione al pagamento delle spese di lite.

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