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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22419/2025 del 13/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva confermato la condanna per rapina. I motivi dedotti riguardavano: 1) il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità ex art. 62 n. 4 c.p.; 2) la ritenuta adeguatezza del trattamento sanzionatorio, censurato per eccessività; 3) il diniego delle circostanze attenuanti generiche. La difesa sosteneva, in sostanza, che il modesto valore del bene sottratto e le caratteristiche del fatto avrebbero imposto una valutazione più favorevole sul piano delle attenuanti e della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché, in tema di rapina, l'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede una valutazione complessiva del pregiudizio, comprensiva anche degli effetti della violenza o minaccia sulla persona offesa, non bastando il solo modesto valore del bene sottratto. Ha reputato congrua la motivazione sulla pena, osservando che il giudice di merito aveva richiamato in modo sufficiente gli elementi rilevanti ai sensi degli artt. 132 e 133 c.p. Ha infine giudicato manifestamente infondato il diniego delle attenuanti generiche, essendo stata resa una motivazione non illogica e fondata su plurimi elementi ostativi. Al ricorrente sono state inoltre poste a carico le spese processuali e la somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62 n. 4 c.p.

    La circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità presuppone un pregiudizio lievissimo, valutato in concreto e complessivamente; nel delitto di rapina non basta il modesto valore del bene sottratto, dovendosi considerare anche gli effetti della violenza o minaccia sulla persona offesa.

  • art. 132 c.p.

    Il giudice deve motivare la determinazione della pena in modo conforme alla legge e alla logica, valorizzando gli elementi rilevanti del caso concreto.

  • art. 133 c.p.

    Non occorre che il giudice esamini singolarmente tutti gli elementi elencati dalla norma; è sufficiente che indichi quelli ritenuti decisivi o di maggiore rilievo nel giudizio complessivo di commisurazione della pena.

Massime di principio

  • L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede una valutazione globale del pregiudizio arrecato, che tenga conto non solo del valore economico del bene sottratto ma anche delle ulteriori conseguenze dannose per la persona offesa.
  • Nel delitto di rapina, la speciale tenuità del danno non può essere affermata sulla sola base del basso valore del bene, poiché il reato ha natura plurioffensiva e incide anche sulla libertà e integrità fisica e morale della vittima.
  • La valutazione sulla sussistenza dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p. è rimessa al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione immune da vizi logico-giuridici.
  • La determinazione della pena è censurabile in cassazione solo se la motivazione è mancante, illogica o contraria ai criteri legali; non è necessario che il giudice si soffermi su tutti gli elementi di cui all'art. 133 c.p., essendo sufficiente l'indicazione di quelli decisivi.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se il giudice di merito richiama elementi ostativi specifici e rilevanti; non è richiesta la confutazione analitica di tutti gli argomenti favorevoli dedotti dalla difesa.

Come è indicizzato

MaterieRapinaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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