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Ordinanza

Ordinanza n. 1647/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell’Ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi n. 37/2026 del 17/03/2026 - notificata in data 20/03/2026 - con la quale il Comune di Castel Volturno ingiungeva all’odierna ricorrente la demolizione del fabbricato sito in località Bagnara al Viale Ercole Rosa su area censita in catasto al foglio n.18/Sviluppo Z – p.lle 5136 e 5709 del Comune di Castel Volturno.

Giustizia amministrativa202603149

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di ripristino dello stato dei luoghi e demolizione di un fabbricato abusivo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, l'ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi n. 37/2026, notificata il 20 marzo 2026, con cui il Comune di Castel Volturno le ha ingiunto la demolizione di un fabbricato sito in località Bagnara, su area catastalmente individuata al foglio 18/Sviluppo Z, particelle 5136 e 5709. Il testo dell'ordinanza cautelare non espone specificamente i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, ma indica come questione decisiva la possibilità di condonare il manufatto e la conseguente sospensione del potere sanzionatorio comunale.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo che l'istanza non fosse suscettibile di positiva delibazione. In particolare, ha rilevato, in termini di valutazione cautelare, che la realizzazione del manufatto abusivo in zona demaniale, gravata da vincolo paesaggistico-ambientale e classificata come sismica, pare impedire l'astratta condonabilità dell'opera edilizia. Da ciò deriva, secondo il giudice, l'inoperatività della sospensione del potere sanzionatorio del Comune prevista dal combinato disposto degli artt. 38 e 44 della legge n. 47/1985. La ricorrente è stata condannata al pagamento, in favore del Comune, delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.500 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; il TAR ha deciso sull'istanza incidentale di sospensione dell'efficacia dell'ordinanza comunale.

  • art. 38 l. 47/1985

    Richiamato insieme all'art. 44 quale fondamento della sospensione del potere sanzionatorio comunale in presenza di una domanda di condono, sospensione ritenuta inoperante perché l'opera appare astrattamente non condonabile.

  • art. 44 l. 47/1985

    Richiamato insieme all'art. 38 quale disciplina rilevante per la sospensione del potere sanzionatorio comunale connessa al condono edilizio; tale effetto è stato escluso nel caso di manufatto realizzato in zona demaniale, paesaggistico-ambientale e sismica.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione del potere sanzionatorio comunale collegata alla disciplina del condono edilizio non opera quando, sulla base delle caratteristiche dell'intervento e dell'area, l'opera risulti astrattamente non condonabile.
  • La realizzazione di un manufatto abusivo in zona demaniale, gravata da vincolo paesaggistico-ambientale e classificata come sismica costituisce, secondo la valutazione cautelare della pronuncia, elemento idoneo a escludere l'astratta condonabilità dell'opera e quindi a impedire la sospensione dell'ordinanza di demolizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioVincoli e piani paesaggisticiTutela cautelare
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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