Sentenza n. 550/2026 - Napoli, Sezione 8
per l'annullamento a) della ordinanza dirigenziale n.5/2024 del 06.12.2024, notificata il successivo 10.12.2024, con cui il Responsabile del Settore Edilizia Privata del Comune di Bellona ingiungeva alla ricorrente la rimozione ed il ripristino dello stato dei luoghi dell’art.31 D.P.R.380/2001 smi; b) di ogni altro atto collegato, connesso e conseguente se ed in quanto lesivo degli interessi del ricorrente, ivi compresi e per quanto di ragione, i sopralluoghi dell’UTC ove esistenti e la comunicazione di avvio del procedimento prot.n.6145 del 15.07.2024, richiamata anche nel provvedimento di cui alla lett.a) che precede nonché, ove diversamente interpretato, il Regolamento per l’occupazione con dehors approvato con deliberazione di Consiglio comunale n.20 del 26.07.2013;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza dirigenziale che ingiungeva la rimozione del dehors e il ripristino dello stato dei luoghi per asserita tardività della domanda di rinnovo dell’autorizzazione
Esito
Favorevole al ricorrente (gestore di pubblico esercizio)
Prevale il privato
La controversia
La società, titolare dell’autorizzazione n. 27/2019 per l’installazione di un dehors con validità dal 1° agosto 2019 al 31 luglio 2024, ha impugnato l’ordinanza comunale di rimozione e ripristino. Il Comune aveva ritenuto tardiva la domanda di rinnovo presentata il 4 luglio 2024, poiché l’art. 4, comma 2, del regolamento comunale per l’occupazione con dehors richiedeva la presentazione almeno trenta giorni prima della scadenza. La ricorrente ha dedotto varie censure di violazione di legge ed eccesso di potere, sostenendo in particolare che il Comune non avesse considerato le proroghe intervenute ex lege per tali strutture. Ha inoltre lamentato che l’amministrazione non avesse esaminato le osservazioni presentate nel procedimento, con violazione dell’art. 10-bis della l. 241/1990. Il Comune non si è costituito e non ha fornito elementi contrari né nel procedimento né nel giudizio.
La decisione
Il ricorso è stato accolto. Il TAR ha ritenuto fondato e assorbente il primo motivo, rilevando che il Comune non aveva considerato le proroghe intervenute ex lege per le strutture di questo tipo, nonostante le osservazioni formulate dalla società durante il procedimento. L’amministrazione non aveva preso posizione su tale questione né aveva fornito, in giudizio, elementi contrari alla ricostruzione della ricorrente. Il giudice ha ravvisato anche la conseguente violazione dell’art. 10-bis della l. 241/1990. L’ordinanza impugnata è stata annullata, salve le ulteriori determinazioni dell’amministrazione. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 4.000 euro, oltre accessori e rifusione del contributo unificato se dovuto e versato.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
È il riferimento normativo indicato nell’ordinanza comunale per disporre la rimozione e il ripristino dello stato dei luoghi; la sentenza non ne sviluppa un’interpretazione autonoma.
art. 4, comma 2, Regolamento comunale per l’occupazione con dehors
la richiesta di rinnovo deve pervenire all’amministrazione 30 giorni prima della scadenza
Il Comune aveva applicato la disposizione ritenendo tardiva la domanda di rinnovo presentata il 4 luglio 2024 rispetto alla scadenza del 31 luglio 2024. Il TAR ha ritenuto illegittima l’ordinanza perché l’amministrazione non aveva considerato le proroghe intervenute ex lege.
art. 10-bis l. 241/1990
L’amministrazione deve prendere posizione sulle osservazioni presentate dall’interessato nel procedimento; l’omessa considerazione delle osservazioni relative alle proroghe ex lege ha concorso all’illegittimità del provvedimento.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione adotta un provvedimento di rimozione e ripristino fondato sulla scadenza di un titolo e sulla tardività della domanda di rinnovo, deve considerare le eventuali proroghe legali applicabili alla fattispecie; l’omessa valutazione di tali proroghe rende illegittima la decisione.
- Le osservazioni presentate dall’interessato ai sensi dell’art. 10-bis della l. 241/1990 devono essere effettivamente esaminate e considerate nella motivazione del provvedimento finale, soprattutto quando prospettano circostanze potenzialmente decisive, quali l’applicabilità di proroghe ex lege.
- Nel giudizio amministrativo, la mancata costituzione dell’amministrazione e l’assenza di elementi contrari possono impedire di superare la ricostruzione documentata fornita dal ricorrente circa l’applicabilità di una proroga legale e l’illegittimità del provvedimento impugnato.
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