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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8417/2023 del 24/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame di Bologna che, accogliendo l'appello del P.M., aveva disposto la custodia cautelare in carcere ex art. 310 c.p.p. per i reati di rapina e lesioni personali pluriaggravate. L'impugnazione deduceva contraddittorietà della motivazione del provvedimento in ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari, in particolare del pericolo di reiterazione, lamentando che il Tribunale avrebbe affermato tale pericolo senza adeguata specificazione di concrete occasioni di recidiva.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per genericità del motivo e manifestata infondatezza. Ha ritenuto che la difesa non abbia confutato le ampie e puntuali argomentazioni del Tribunale, incorrendo nel vizio di mancanza di specificità esterna del motivo. La Corte ha confermato la legittimità della valutazione prognostica del pericolo di reiterazione effettuata dal Tribunale, fondata sulle modalità del fatto, sulla personalità dell'indagato e sui precedenti, e ha affermato che lo stato di detenzione per altra causa non esclude di per sé l'applicabilità della custodia cautelare. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma applicata dal Tribunale del riesame per disporre la misura cautelare della custodia in carcere; la Corte non ne ha messo in discussione l'applicazione rispetto ai fatti e alle valutazioni prognostiche svolte.

  • art. 581 lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamato il principio di specificità richiesto nei motivi di impugnazione; la Corte ha ritenuto che il ricorso mancasse della specificità necessaria per contestare la motivazione cautelare.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma invocata per la condanna alle spese processuali e per l'irrogazione di una somma a titolo di ammenda in caso di impugnazione inammissibile; la Corte ha condannato il ricorrente ai sensi di questa disposizione.

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23 comma 8 (conv. con L. 18 dicembre 2020, n. 176) (modificato dall'art.16 d.l. 30.12.2021, n.228)

    Normativa che ha permesso la trattazione scritta del procedimento in Cassazione; la Corte ha proceduto secondo tale disciplina in mancanza di richiesta di discussione orale.

Massime di principio

  • Un motivo di impugnazione deve essere specifico: la mera denuncia generica di contraddittorietà della motivazione è inammissibile.
  • Nel valutare il pericolo di reiterazione non è necessaria la dimostrazione di concrete e immediate occasioni di recidiva; è sufficiente una valutazione prognostica fondata sulle modalità del fatto, sulla personalità dell'indagato e sui suoi precedenti.
  • Lo stato di detenzione per altra causa non esclude automaticamente la sussistenza delle esigenze cautelari; va valutato il rischio che il soggetto possa recuperare la libertà o beneficiare di attenuazioni del regime detentivo.
  • Chi propone impugnazione in materia cautelare deve confutare in modo mirato e argomentato le ragioni del giudice di merito, altrimenti il ricorso rischia l'inammissibilità e sanzioni economiche ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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