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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24355/2022 del 23/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e vizio di motivazione in ordine al fumus commissi delicti relativo al sequestro preventivo della somma di euro 13.000,00 ritrovata a seguito di perquisizione. Il ricorrente contestava che le prove risultavano non riscontrate (dichiarazioni del collaboratore Dante Mannolo e captazioni) e che egli aveva fornito giustificazioni documentali circa l'origine lecita del denaro (due prelievi dal proprio conto postale corrispondenti alla somma sequestrata, frutto di stipendi per attività lavorativa). Il Tribunale aveva ritenuto sussistente un quadro indiziario attestante che il ricorrente fosse uno dei "custodi" delle somme della cosca Mannolo e aveva applicato il principio della confisca diretta del denaro quale profitto del reato senza valutare le giustificazioni fornite dal ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha rilevato che il Tribunale ha applicato in modo automatico il principio delle Sezioni Unite (secondo cui il denaro costituente profitto del reato, essendo bene fungibile, può essere qualificato come confisca diretta senza prova dell'origine specifica della somma) ma lo ha fatto in un contesto in cui la somma era stata qualificata come profitto di reati commessi da altri e detenuta dal ricorrente in qualità di "custode/ricettatore". In tale ipotesi, la regola non consente di escludere senza valutazione la tesi difensiva che la somma possa avere origine lecita; il Tribunale avrebbe dovuto almeno valutare gli estratti e le giustificazioni (i due prelievi dal conto) esibiti dal ricorrente. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Catanzaro, ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 416‑bis c.p. (associazione di tipo mafioso) e reati correlati

    Il sequestro riguarda somme ricollegate ad attività di associazione mafiosa e reati ad essa connessi (ricettazione/riciclaggio aggravati). La norma contesta il coinvolgimento in vicende riconducibili alla cosca Mannolo.

  • Sez. U, n. 42415 del 2021 (Rv. 282037) e Sez. U, n. 31617 del 2015, Lucci

    La confisca del denaro costituente profitto o prezzo del reato, comunque rinvenuto nel patrimonio dell'autore della condotta e che rappresenti l'effettivo accrescimento patrimoniale monetario conseguito, va sempre qualificata come diretta, e non per equivalente, in considerazione della natura fungibile del bene

    Principio secondo cui, quando il denaro costituisce effettivo accrescimento patrimoniale dell'autore del reato, la confisca è diretta e non richiede la prova del nesso di derivazione diretta tra la somma concreta sequestrata e il reato. Tuttavia, la Corte precisa che tale regola non è applicabile automaticamente quando il denaro è profitto di reati commessi da terzi e il soggetto è indicato solo come "custode"; in quel caso occorre valutare le giustificazioni sulla provenienza lecita.

  • art. 324, comma 5, c.p.p.

    Norma che disciplina la rimessione al giudice competente per un nuovo giudizio dopo annullamento parziale o totale del provvedimento impugnato; utilizzata per il rinvio al Tribunale di Catanzaro.

Massime di principio

  • La regola delle Sezioni Unite sulla "confisca diretta" del denaro non autorizza un automatismo: se la somma è imputata come profitto di reati commessi da terzi e il soggetto è qualificato come custode/ricettatore, il giudice cautelare deve valutare anche le giustificazioni documentali sulla provenienza lecita del denaro.
  • In sede di misure cautelari reali, la documentazione che mostra prelievi contestuali e l'entrata di stipendi sul conto può essere idonea a incidere sul fumus commissi delicti e non può essere semplicemente elusa; richiede una valutazione motivata.
  • Se il giudice non valuta adeguatamente le prove difensive che possono contrastare l'origine illecita della somma, la decisione è annullabile e il procedimento deve essere rinviato per nuova valutazione.
  • Quando si contesta un sequestro di denaro, è strategico produrre estratti conto, buste paga, ricevute di prelievo e ogni documento che possa dimostrare la coerenza temporale e quantitativa con l'ammontare sequestrato.
  • La qualificazione del ruolo del soggetto (autore che ha conseguito un accrescimento patrimoniale vs. custode/portatore di capitale altrui) è cruciale per determinare l'onere probatorio e il tipo di valutazione necessaria in sede cautelare.

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