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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35380/2024 del 20/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del 15/02/2024 che ha disposto per tutti gli arresti domiciliari con bracciale elettronico e divieto di comunicare con soggetti diversi dai conviventi/assistenti. Hanno contestato la sussistenza e, in particolare, l'attualità delle esigenze cautelari: hanno rilevato il consistente intervallo temporale (i fatti risalgono al periodo feb-apr 2022), la mancata rilevanza di precedenti frequentazioni estive, la ridotta gravità/temporalità delle condotte, l'assenza di professionalità o organizzazione nelle attività contestate e circostanze personali (incensuratezza relativa, lavoro, figli, percezione di reddito di cittadinanza) idonee a escludere il pericolo di reiterazione.

La decisione

Il giudice ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto che l'attualità e la concretezza delle esigenze cautelari possano emergere dalle modalità delle condotte anche se risalenti nel tempo e ha valorizzato elementi non considerati decisivi dal GIP: gli arresti di Spicuzza e di Costantino, la detenzione di rilevanti quantitativi di sostanze (es. oltre 19 g di cocaina/crack; 65 g in altro episodio; 53 g di cocaina e 27 g di hashish), i precedenti penali di Spicuzza (ricettazione, rapina, furto, truffa, porto d'armi, violazione del foglio di via), i procedimenti pendenti a carico di De Domenico (ricettazione, reati in materia di armi, altra cessione di stupefacente). Ha inoltre ritenuto non decisivo il tempo trascorso tra i fatti e la richiesta della misura. Per tali ragioni i ricorsi sono stati dichiarati infondati e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, art. 73, comma 5

    art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Le condotte sono state riqualificate ai sensi di questa norma che disciplina i reati in materia di stupefacenti: la riqualificazione ha inciso sulla valutazione della gravità e delle esigenze cautelari.

  • Codice di procedura penale, art. 274, comma 1, lett. c)

    art. 274, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Il pericolo di reiterazione (lett. c) può essere desunto dalle modalità delle condotte anche se queste risalgono nel tempo; non è necessario che i fatti siano attuali, purché la dinamica sia indice di rischio concreto e attuale.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Disposizione applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto dei ricorsi.

Massime di principio

  • Il solo decorso del tempo tra i fatti contestati e la richiesta di misura cautelare non è automaticamente sufficiente a escludere l'attualità del pericolo di reiterazione; il giudice può valutare le modalità e la gravità delle condotte come indici di rischio attuale.
  • Arresti successivi, sequestri di quantitativi rilevanti di droga, precedenti penali e violazioni di misure (es. foglio di via) sono elementi fortemente aggravanti ai fini della misura cautelare e possono legittimare misure restrittive anche dopo un intervallo temporale.
  • Circostanze personali (lavoro, figli, assenza di precedenti recenti, reddito percepito) non escludono automaticamente la misura: per risultare efficaci in sede cautelare devono essere documentate e connotate in modo tale da neutralizzare i fattori di rischio indicati dall'accusa.
  • Per impugnare con successo una misura cautelare in casi simili la difesa dovrebbe puntare su prove concrete e aggiornate che dimostrino l'esclusione del rischio di reiterazione (assenza di contatti con contesti criminosi, certificazioni di riabilitazione, controlli positivi nel tempo, elementi di prova che smentiscano le modalità di condotta ritenute sintomatiche di pericolo).
  • La riqualificazione giuridica dei fatti (es. sotto il profilo del D.P.R. 309/1990) può aumentare la gravità del quadro indiziario e giustificare l'applicazione o il mantenimento di misure cautelari anche se i fatti originali apparivano meno gravi.

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