Cassazione Penale, Sentenza n. 38007/2022 del 07/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello di Venezia che aveva confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza (art. 186, comma 2, lett. c), con aggravanti per aver provocato un incidente stradale e per l'ora notturna, in Villaverla il 28/05/2017). Il difensore ha sollevato due motivi: 1) violazione del diritto alla difesa e del contraddittorio (art. 111 Cost., artt. 327-bis, comma 3, 391-octies e 438 cod. proc. pen., art. 6 CEDU e artt. 442 e 121 cod. proc. pen.) per presunta inammissibilità o mancata acquisizione/valutazione di una consulenza tecnica di parte nei riti abbreviati; 2) contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione per omissione di valutazione dell'affidabilità della consulenza tecnica di parte.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, pur essendo consentito al difensore depositare memorie e consulenze tecniche anche nel giudizio abbreviato, l'omessa considerazione di tali atti non determina automaticamente nullità. Tale omissione incide soltanto sulla congruità e correttezza logico-giuridica della motivazione, per cui la parte che deduca l'omesso esame deve in sede di impugnazione indicare specificamente quali elementi probatori erano decisivi e il nesso tra questi e l'errore denunciato. Nel caso concreto il ricorrente non ha indicato elementi tali da ritenere la consulenza decisiva rispetto alle conclusioni dei giudici di merito (basate su esame alcolimetrico e accertamenti ospedalieri). Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 186, comma 2, lett. c) Codice della Strada
Norma sostanziale che qualifica il reato contestato (guida in stato di ebbrezza), qui applicata con le aggravanti per aver provocato incidente e per l'ora notturna; la Corte ha confermato la qualificazione originaria del fatto.
art. 111 Cost.
Richiamato dal ricorrente in relazione al diritto di difesa; la Corte osserva che il diritto è garantito ma che l'omessa valutazione di memorie non costituisce di per sé una nullità prevista dalla legge.
art. 327-bis, comma 3, cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata dal ricorrente a supporto della necessità di corretta valutazione delle prove tecniche; la Corte evidenzia che il deposito della consulenza non equivale a nullità se non si dimostra la sua incidenza decisiva.
art. 391-octies cod. proc. pen.
Norma relativa al giudizio abbreviato e agli atti che possono essere prodotti; la Corte ricorda che il deposito di memorie/consulenze è ammesso ma la mancata loro considerazione non è automaticamente sanzionata con nullità.
art. 438 cod. proc. pen.
Norma richiamata nella contestazione proceduralmente; la Corte precisa che la legge non prevede la nullità automatica per l'omesso esame di memorie difensive.
art. 6 CEDU
Richiamato in relazione al diritto a un giusto processo; la Corte afferma che il diritto di difesa è tutelato ma che l'interesse a far valere l'omessa considerazione deve essere provato nella specificità per incidere sull'atto impugnato.
art. 442 cod. proc. pen.
Norma sulle impugnazioni; utilizzata nella combinazione di argomenti sul contraddittorio e sulla valutazione degli atti difensivi.
art. 121 cod. proc. pen.
Stabilisce la facoltà delle parti di depositare atti nel corso del giudizio; la Corte sottolinea che questa facoltà non implica che l'omesso esame di tali atti determini automaticamente una nullità.
Massime di principio
- Nel giudizio abbreviato il difensore può depositare memorie e consulenze tecniche, ma l'omessa considerazione di tali atti da parte del giudice non determina automaticamente una nullità dell'atto decisorio.
- La mancata valutazione di una consulenza di parte incide sulla congruità e sulla correttezza logico-giuridica della motivazione; per ottenere rimedio la parte deve dimostrare in impugnazione quale elemento probatorio decisivo è contenuto nell'atto omesso e come avrebbe modificato l'esito.
- In sede di impugnazione è necessario indicare con precisione il nesso tra l'atto non esaminato e l'errore denunciato; argomentazioni generiche sono inammissibili e possono portare a rigetto o inammissibilità del ricorso.
- La Corte di Cassazione richiede che la parte provi l'effettiva rilevanza probatoria dell'atto difensivo rispetto alle risultanze accertate in fatto (es. esami strumentali, referti sanitari).
- A fronte di un ricorso infondato o generico, il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni come il versamento alla Cassa delle ammende.
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