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Ordinanza

Ordinanza n. 692/2026 - Roma, Sezione 5Q

per accertare e dichiarare l'illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dall'Amministrazione resistente e, per l'effetto, ordinare alla stessa di provvedere fissando un appuntamento in favore del ricorrente entro il termine di 7 (sette) giorni, o in quel diverso termine, comunque breve, ritenuto di giustizia e di lavorare e concludere la procedura relativa alla predetta domanda entro l'ulteriore termine di 7 (sette) giorni, o in quel diverso termine, nominando, fin da ora, in caso di inosservanza, il commissario che provveda in via sostitutiva a spese dell'Amministrazione; comunque, emettendo ogni altro provvedimento d'urgenza, che appaia, secondo le circostanze, più idoneo ad eliminare il pregiudizio subito e subendo per tutti i motivi dedotti nel corpo dell'atto.

Giustizia amministrativa202513049

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento dell'amministrazione sulla richiesta di fissazione di un appuntamento presso l'Ambasciata d'Italia Islamabad

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione diplomatica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso chiedendo l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dall'amministrazione e l'adozione di una misura cautelare propulsiva. In particolare, ha chiesto che fosse ordinato all'amministrazione di fissare un appuntamento entro un termine breve e di lavorare e concludere la procedura relativa alla domanda presentata, con eventuale nomina preventiva di un commissario ad acta in caso di inosservanza. Il ricorrente ha inoltre domandato ogni ulteriore misura urgente idonea a rimuovere il pregiudizio lamentato.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare perché, nel corso del giudizio, l'amministrazione ha comunicato che l'appuntamento richiesto era stato fissato dalla sede diplomatica. Tale sopravvenienza ha fatto venir meno l'interesse del ricorrente alla pronuncia cautelare interinale di carattere propulsivo. Le spese della fase cautelare sono state compensate: il giudice ha considerato sia il periodo non particolarmente lungo tra la richiesta di appuntamento e la notificazione del ricorso, sia il comportamento collaborativo dell'amministrazione, che si è attivata per soddisfare la richiesta in tempi ragionevoli.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione costituisce il fondamento della domanda cautelare; la sopravvenuta fissazione dell'appuntamento ha però fatto venir meno l'interesse alla misura cautelare propulsiva.

Massime di principio

  • La fissazione dell'appuntamento richiesto dall'interessato, intervenuta nel corso del giudizio cautelare, fa venir meno l'interesse attuale alla pronuncia cautelare propulsiva diretta a imporre all'amministrazione la fissazione dell'appuntamento stesso.
  • Nella regolazione delle spese della fase cautelare, il giudice può compensarle considerando sia la durata contenuta dell'inerzia amministrativa prima della proposizione del ricorso, sia l'attivazione spontanea dell'amministrazione per soddisfare la richiesta in tempi ragionevoli.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioTutela cautelareEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTutela cautelareSopravvenuta carenza di interesse

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