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Ordinanza

Ordinanza n. 1309/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM del 02/09/2023, notificato il 13/10/2023, con il quale il Ministero ha rigettato la domanda di concessione della cittadinanza italiana K10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202315688

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego ministeriale della concessione della cittadinanza italiana

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale del 2 settembre 2023, notificato il 13 ottobre 2023, con cui il Ministero dell'Interno ha rigettato la domanda di concessione della cittadinanza italiana. L'ordinanza non riporta i motivi specifici di illegittimità dedotti nel ricorso. In sede istruttoria, il TAR ha rilevato che deve essere verificata la persistenza dell'interesse a ricorrere e che il fascicolo del procedimento amministrativo conclusosi con il diniego non era stato depositato in giudizio.

La decisione

Il TAR non ha definito la controversia nel merito. Ha disposto incombenti istruttori a carico di entrambe le parti, assegnando trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza per fornire chiarimenti sull'effettiva persistenza dell'interesse a ricorrere e, ove tale interesse non sussista, per segnalare eventuali situazioni idonee a consentire una definizione in rito. Ha inoltre ordinato al Ministero dell'Interno di depositare il fascicolo del procedimento amministrativo relativo al diniego impugnato, ai sensi dell'art. 65, comma 3, c.p.a. Il differimento della trattazione è stato valutato alla luce delle udienze di smaltimento dell'arretrato, degli impegni PNRR e del divieto di rinvio salvo motivi eccezionali. È stato disposto l'oscuramento delle generalità della parte privata.

Norme richiamate

  • art. 46, comma 2, c.p.a.

    Richiamato nel quadro degli adempimenti processuali connessi alla trattazione della causa.

  • art. 65, comma 3, c.p.a.

    Utilizzato come base per ordinare alla pubblica amministrazione il deposito del fascicolo del procedimento amministrativo.

  • art. 72-bis c.p.a.

    Richiamato in relazione al divieto di rinvio, salvo motivi eccezionali, nell'ambito della calendarizzazione della causa.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Richiamato, insieme all'art. 72-bis c.p.a., in relazione al divieto di rinvio salvo motivi eccezionali.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento della tutela delle generalità della parte mediante oscuramento.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati in relazione alla tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il fascicolo del procedimento amministrativo non è presente agli atti del giudizio, il giudice amministrativo può ordinare alla pubblica amministrazione di depositarlo ai sensi dell'art. 65, comma 3, c.p.a., assegnando un termine per l'adempimento.
  • Nella calendarizzazione delle cause nelle udienze di smaltimento dell'arretrato, il giudice può richiedere alle parti di chiarire previamente la persistenza dell'interesse a ricorrere e di segnalare eventuali sopravvenienze idonee a determinare una definizione in rito.
  • La verifica della compiuta istruzione della causa e della conformità degli atti alle regole del processo amministrativo telematico può costituire un adempimento preliminare alla trattazione della controversia.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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