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Ordinanza

Ordinanza n. 557/2026 - Latina, Sezione 1

per la correzione del dispositivo della sentenza n. 171 del 2 marzo 2026, pronunciata da questa Sezione sul ricorso 550 del 2025;

Giustizia amministrativa202500550

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IOrdinanzaaltro

Atto impugnato: dispositivo della sentenza n. 171 del 2 marzo 2026, limitatamente all'indicazione errata del nome del difensore destinatario della liquidazione del compenso per il gratuito patrocinio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (ricorrente originario)

Prevale il privato

La controversia

Il difensore della parte ricorrente ha chiesto, ai sensi dell'art. 86 c.p.a., la correzione di un errore materiale contenuto nel terzo capoverso del P.Q.M. della sentenza n. 171/2026. Nel corpo della sentenza il difensore era correttamente indicato come avv. Simona Imperato, mentre nel dispositivo era stato indicato come avv. Simone Imperato. L'errore aveva comportato il rifiuto del pagamento della fattura emessa dal difensore. È stata quindi richiesta la sostituzione del nominativo erroneo, lasciando invariata la liquidazione di euro 1.000,00, oltre spese generali, IVA e CAP, detratte le ritenute di legge.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza. Ha ritenuto che l'errore materiale correggibile ex art. 86 c.p.a. consista in un'inesattezza o svista accidentale, riconoscibile dal contesto dell'atto, che determini una discrepanza tra la volontà del giudicante e la sua rappresentazione. Poiché il corpo della sentenza indicava correttamente il difensore come avv. Simona Imperato e il solo dispositivo riportava erroneamente il nome Simone Imperato, il Collegio ha disposto la sostituzione del nominativo nel terzo capoverso del P.Q.M., senza modificare il contenuto sostanziale della statuizione economica. Ha inoltre ordinato alla Segreteria di effettuare le annotazioni previste dall'art. 86, comma 3, c.p.a., con indicazione degli estremi dell'ordinanza.

Norme richiamate

  • art. 86, comma 2, c.p.a.

    l'errore materiale oggetto di possibile correzione per il tramite del procedimento ex art. 86 c.p.a. è quello che si estrinseca in una inesattezza o svista accidentale, rilevando una discrepanza tra la volontà del giudicante e la sua rappresentazione, chiaramente riconoscibile da chiunque e che è rilevabile dal contesto stesso dell'atto

    Consente la correzione di errori materiali accidentali e riconoscibili dal contesto del provvedimento, quando la correzione non comporta una nuova valutazione decisoria.

  • art. 86, comma 3, c.p.a.

    con annotazione di tale correzione in calce al provvedimento

    Impone gli adempimenti di annotazione della correzione sul provvedimento originario, con indicazione degli estremi dell'ordinanza.

Massime di principio

  • È correggibile ai sensi dell'art. 86 c.p.a. l'errore materiale consistente in un'inesattezza o svista accidentale, chiaramente riconoscibile dal contesto del provvedimento, che determini una divergenza tra la volontà del giudice e la sua rappresentazione formale.
  • La diversa indicazione del nome del difensore nel dispositivo, quando il nominativo corretto risulti dal corpo della stessa sentenza e la statuizione economica resti invariata, costituisce errore materiale correggibile e non richiede una nuova decisione sul merito.
  • La correzione dell'errore materiale deve essere annotata in calce al provvedimento originario secondo gli adempimenti previsti dall'art. 86, comma 3, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativo

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