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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35150/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza del 14/05/2021 con cui la Corte d'appello di Salerno ha confermato la condanna (Tribunale di Vallo della Lucania, 11/11/2019) per appropriazione indebita. Deduzioni: 1) violazione dell'art. 606 c.p.p., lett. c) in relazione all'art. 23-bis della L. n.176/2020 per mancata trasmissione telematica (via PEC) delle conclusioni e della nota spese della parte civile nella trattazione scritta; 2) vizio di motivazione e mancata considerazione delle dichiarazioni dei testi (Ferrazzano Mauro, Ferrazzano Mario, Fusco Saverio) e contraddittorietà nella valutazione del bene (gommone e motore) e del loro valore, con conseguente criticità sulla configurabilità del reato e sulla sussistenza del dolo e dell'attenuante di cui all'art. 114 c.p.; 3) motivazione omessa o contraddittoria sulla misura della pena e sulla mancata concessione della partecipazione marginale; richiesta inoltre di verificare il decorso della prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili ai sensi dell'art. 616 c.p.p. Il primo motivo (omessa trasmissione delle conclusioni della parte civile) è stato ritenuto manifestamente infondato: l'art. 23-bis L. n.176/2020 prevede la trasmissione telematica delle conclusioni del Pubblico Ministero ai difensori delle altre parti, ma non impone che le conclusioni della parte civile siano trasmesse a tutte le altre parti. I restanti motivi sono stati considerati mera ripetizione dei motivi di appello e dunque non specifici, risultando anch'essi inammissibili. La richiesta di verifica della prescrizione è stata respinta: un ricorso inammissibile non è idoneo ad instaurare il rapporto processuale necessario per accertare sopravvenute cause di non punibilità. Sono state imposte ai ricorrenti le spese processuali, la condanna al pagamento di 3.000 euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende e la responsabilità solidale per la rifusione delle spese sostenute nel grado dalla parte civile Fusco Saverio (liquidate in €1.500,00 oltre accessori). La condanna penale di merito è quindi rimasta confermata.

Norme richiamate

  • art. 23-bis, Legge 18 dicembre 2020, n. 176

    «entro il decimo giorno precedente l'udienza, il pubblico ministero formula le sue conclusioni con atto trasmesso alla cancelleria della corte di appello per via telematica [...]. La cancelleria invia l'atto immediatamente, per via telematica [...] ai difensori delle altre parti che, entro il quinto giorno antecedente l'udienza, possono presentare le conclusioni con atto scritto, trasmesso alla cancelleria della corte di appello per via telematica [...]»

    La norma impone l'obbligo di trasmissione telematica delle conclusioni del Pubblico Ministero ai difensori delle altre parti; non prevede l'obbligo di trasmettere le conclusioni o la nota spese della parte civile agli altri difensori.

  • art. 606 c.p.p., lett. c)

    Richiamato come riferimento alla censura di violazione di legge e vizi di motivazione; la Corte ha ritenuto la doglianza manifestamente infondata o non specifica.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma richiamata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso in Cassazione.

  • art. 114 c.p. (partecipazione marginale)

    I ricorrenti avevano chiesto il riconoscimento della partecipazione marginale come attenuante; la Corte di Cassazione non ha riesaminato il merito perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Giurisprudenza citata (Sez.2, Sent. n. 42046/2019; Sez.1, Sent. n. 14013/1999)

    Principi di diritto: a) la Cassazione respinge i ricorsi che sono mera ripetizione dei motivi già disattesi in appello; b) un ricorso inammissibile non consente l'accertamento di sopravvenute cause di non punibilità (es. prescrizione).

Massime di principio

  • Nella trattazione in forma scritta prevista dall'art. 23-bis L. n.176/2020 la trasmissione telematica è obbligatoria per le conclusioni del PM verso i difensori delle altre parti; non sussiste un obbligo automatico di trasmettere le conclusioni o la nota spese della parte civile agli altri difensori a meno che una norma non lo disponga espressamente.
  • In Cassazione sono inammissibili i ricorsi che si limitano a ripetere pedissequamente i motivi già proposti in appello: il ricorso deve contenere censure specifiche e una critica argomentata della motivazione della corte di merito.
  • Un ricorso dichiarato inammissibile non crea il necessario rapporto processuale per ottenere verifiche successive (es. accertamento della prescrizione); pertanto le questioni sopravvenute non possono essere esaminate se il ricorso non è ammissibile.
  • Per contestare omissioni o irregolarità procedurali occorre fondare la doglianza su una norma che imponga espressamente l'obbligo di comportamento asseritamente violato; altrimenti la censura rischia di essere ritenuta manifestamente infondata.
  • Nelle impugnazioni che contestano apprezzamenti di fatto (valutazione di prove, stima di beni, esistenza del dolo) è necessario indicare con precisione dove la motivazione della corte di merito sia contraddittoria o carente, fornendo argomenti concreti e non la sola stato di dissenso.
  • Chi propone ricorso dovrebbe evitare argomentazioni meramente ricostruttive della difesa già espresse nei gradi precedenti e puntare su profili di diritto o vizi specifici di motivazione non valutati dalla corte d'appello.

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