Cassazione Civile, Ordinanza n. 13589/2024 del 16/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (lavoratori)
La controversia
La decisione riguarda non il merito della controversia originaria, ma la correzione di un errore materiale contenuto nell'ordinanza n. 28391/2023 della Corte di cassazione. In tale ordinanza, sia nel dispositivo sia nel § 9 della motivazione, era stato indicato per errore il numero dell'ordinanza oggetto di correzione come "12707/2023" anziché "12709/2023". La Corte ha rilevato d'ufficio l'errore, ha fissato l'adunanza camerale, ha comunicato il provvedimento alle parti ed è stata depositata memoria nell'interesse dei ricorrenti. La richiesta mirava dunque esclusivamente a rettificare il riferimento numerico errato, senza incidere sulla sostanza del giudizio originario.
La decisione
La Corte ha accolto la correzione dell'errore materiale e ha disposto che, nell'ordinanza n. 28391/2023, il riferimento all'ordinanza n. 12707/2023, contenuto nel dispositivo e nel § 9 della motivazione, sia sostituito con il riferimento corretto all'ordinanza n. 12709/2023. Ha inoltre ordinato alla Cancelleria di annotare la correzione sull'originale dell'ordinanza. Nessuna statuizione sulle spese, ritenuta la natura amministrativa del procedimento di correzione.
Norme richiamate
art. 391-bis c.p.c.
Costituisce il fondamento della correzione d'ufficio dell'errore materiale nel provvedimento della Corte di cassazione.
art. 380-bis.1 c.p.c.
Richiamato per la riserva di deposito del provvedimento nei successivi sessanta giorni nella camera di consiglio.
d.lgs. n. 149 del 2022
Indicato come fonte modificativa dell'art. 380-bis.1 c.p.c. e dell'assetto processuale richiamato dalla Corte.
art. 1-bis, comma 1, lett. a), d.l. 168/2016, conv. in l. 197/2016
Richiamato quale base normativa della correzione d'ufficio dell'errore materiale.
Massime di principio
- L'errore materiale è correggibile quando non incide sulla sostanza della decisione, ma deriva da una mera svista nella sua espressione letterale, risultando percepibile ictu oculi dal testo del provvedimento e dagli atti richiamati.
- La correzione può essere disposta anche d'ufficio dalla Corte di cassazione quando l'errore consista in un evidente divario tra il pensiero del giudice e la sua manifestazione formale.
- Nel procedimento di correzione dell'errore materiale non si dà luogo a una vera soccombenza, sicché non vi è regola di condanna alle spese, trattandosi di attività di natura amministrativa.
- Quando l'errore riguarda il numero di un precedente provvedimento e il riferimento errato non coincide con il procedimento tra le stesse parti, la discrasia documentale rende evidente la natura materiale dell'inesattezza.
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