Cassazione Penale, Sentenza n. 17775/2022 del 04/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la conferma della condanna per emissione di assegni in violazione di inibitoria prefettizia, articolando tre motivi: 1) vizio di motivazione per il mancato accoglimento, in primo grado, dell'istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore dovuto a contestuale impegno professionale davanti al Tribunale di Sorveglianza (rifiutata come tardiva); 2) violazione di legge per omessa citazione per il giudizio di appello e mancata traduzione per l'udienza dell'imputato detenuto; 3) mancata acquisizione di una consulenza medico-legale per verificare la capacità di stare in giudizio dell'imputato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato, in modo assorbente, il primo motivo: ha affermato che l'art. 420‑ter, comma 5, c.p.p. si applica anche al procedimento di sorveglianza e che il legittimo impedimento del difensore, correttamente motivato, costituisce causa di rinvio la cui disattesa comporta nullità assoluta. Ha valutato che la comunicazione dell'impedimento (istanza depositata in data 18/10/2019 via PEC) è stata tempestiva rispetto alla nuova data d'udienza (fissata solo il 15/10/2019) e che sussistevano gli altri requisiti previsti dalla giurisprudenza di legittimità (esposizione delle ragioni, assenza di altro codifensore, impossibilità di sostituzione). Per tale ragione la Cassazione ha annullato entrambe le sentenze di merito e ha disposto il rinvio al Tribunale di Ascoli Piceno per nuovo giudizio. Gli altri motivi sono stati ritenuti assorbiti.
Norme richiamate
art. 420‑ter, comma 5, cod. proc. pen.
Si applica anche nel procedimento di sorveglianza: il legittimo impedimento del difensore per impegno professionale concorrente è causa di rinvio dell'udienza; la mancata concessione configura nullità assoluta se la comunicazione è tempestiva e soddisfa i requisiti richiesti.
art. 102, cod. proc. pen.
Riferito al principio che consente la nomina di sostituto: l'impossibilità di avvalersi di un sostituto è uno dei presupposti che giustificano il legittimo impedimento del difensore.
Sezioni Unite, principio (Sez. U., n. 4909 del 18/12/2014 - Torchio)
Condizioni per ritenere legittimo impedimento per impegno professionale in altro processo: a) comunicazione non appena conosciuta la contemporaneità; b) indicazione delle ragioni che rendono essenziale la presenza in altro processo; c) attestazione dell'assenza di altro codifensore; d) rappresentazione dell'impossibilità di nominare sostituto.
Giurisprudenza formatasi in materia (Sez. 1 e altre pronunce citate)
Conferma costante che la tempestività della comunicazione del legittimo impedimento va valutata in rapporto al momento in cui il difensore è venuto a conoscenza dell'evento impeditivo o della data di udienza; che la mancata osservanza dell'art. 420‑ter può determinare nullità rilevante anche d'ufficio.
Massime di principio
- L'art. 420‑ter, comma 5, c.p.p. si applica anche alle udienze davanti al Tribunale di Sorveglianza: il legittimo impedimento del difensore per impegno professionale concorrente è causa di rinvio.
- La tempestività della comunicazione dell'impedimento va valutata rispetto al momento in cui il difensore ha potuto conoscere la nuova data dell'udienza e/o quando la contemporaneità degli impegni è divenuta impeditiva; non rileva che il difensore fosse a conoscenza dell'impegno precedente alla fissazione della nuova data.
- Perché il legittimo impedimento sia riconosciuto occorre che il difensore prospetti motivatamente: le ragioni dell'essenzialità della sua presenza, l'assenza di altro codifensore e l'impossibilità di nominare un sostituto (art.102 c.p.p.).
- La mancata accoglienza di un legittimo impedimento tempestivamente comunicato determina nullità assoluta dell'udienza e può travolgere le decisioni di merito, con conseguente annullamento e rinvio per nuovo giudizio.
- Quando una nullità assoluta è accertata, altri profili di doglianza possono risultare assorbiti; tuttavia omissioni procedurali (notifiche, traduzioni, perizie) restano rilevanti se emergono nel nuovo giudizio.
- In caso di conflitto di date successive a un rinvio, la tempestività dell'istanza va misurata rispetto alla data in cui il difensore ha avuto conoscenza della nuova fissazione dell'udienza.
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