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Sentenza

Sentenza n. 16055/2026 - Roma, Sezione 3Q

Giustizia amministrativa202404612

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III quaterSentenzaAzione risarcitoria

Atto impugnato: condotta asseritamente illegittima dell’AIFA, consistente nella mancata applicazione, per il periodo 8 novembre 2021-7 novembre 2022, dei prezzi maggiorati previsti per il secondo anno dell’accordo negoziale sull’ossigeno terapeutico

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (autorità farmaceutica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha chiesto l’accertamento del diritto al risarcimento e la condanna dell’AIFA al pagamento di € 338.000, pari alla differenza tra il prezzo previsto per il primo anno e quello previsto per il secondo anno dell’accordo negoziale stipulato nel 2020. Ha sostenuto che la sentenza del TAR Lazio n. 9007/2023, passata in giudicato e resa in un giudizio al quale non aveva partecipato, avesse accertato che nel secondo anno il fatturato delle vendite rilevanti era pari a € 8,1 milioni e che, non essendo stata raggiunta la soglia di € 11,5 milioni nel primo anno, dovesse applicarsi il prezzo maggiorato. L’AIFA ha eccepito il difetto di legittimazione attiva, rilevando che la ricorrente era estranea al precedente giudizio e titolare di un diritto autonomo; nel merito ha contestato la prova degli elementi della responsabilità, della spettanza del bene della vita, del nesso causale e della misura del danno, sostenendo inoltre che la sentenza del 2023 aveva disposto soltanto l’annullamento per difetto di motivazione e la riedizione del potere, che avrebbe dovuto essere previamente sollecitata. La ricorrente ha inoltre invocato l’efficacia riflessa del giudicato e il principio di non contestazione quanto ai dati di vendita.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione attiva: la ricorrente, rimasta estranea al giudizio definito dalla sentenza n. 9007/2023, era titolare di un diritto autonomo a impugnare le determinazioni dell’AIFA sui prezzi, mentre quella sentenza non aveva accertato una situazione giuridica sul fatturato o il diritto ai prezzi del secondo anno, ma aveva annullato il provvedimento per difetto di motivazione. Il TAR ha aggiunto che la domanda era comunque infondata nel merito. L’annullamento del 2023 lasciava all’AIFA il potere di rideterminarsi, con un nuovo provvedimento motivato; tale necessario riesercizio del potere interrompeva il nesso causale immediato e diretto tra l’illegittimità riscontrata e il mancato conseguimento del vantaggio economico, rendendo congetturale il danno. Il giudicato non aveva accertato che il fatturato fosse pari a € 8,1 milioni né la spettanza dei prezzi maggiorati. Il TAR ha inoltre osservato che sarebbe stato necessario sollecitare l’AIFA a rieditare il potere. Spese a carico della ricorrente, liquidate in € 3.000 oltre accessori di legge in favore dell’AIFA.

Norme richiamate

  • art. 7, comma 4, c.p.a.

    Declinata nel settore relativo al risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi, di cui all’art. 7, comma 4, c.p.a., il requisito dell’ingiustizia del danno implica che il risarcimento potrà essere riconosciuto se l’esercizio illegittimo del potere amministrativo abbia leso un bene della vita del privato, che quest’ultimo avrebbe avuto titolo per mantenere o ottenere, secondo la dicotomia interessi legittimi oppositivi e pretensivi.

    Per il risarcimento da lesione di interessi legittimi non basta l’illegittimità dell’azione amministrativa: occorre dimostrare che essa abbia leso un bene della vita spettante al privato.

  • art. 1, comma 583, l. 145/2018

    E’ infatti la legge ad individuare la base dati da utilizzare, ed è espressamente previso che il flusso-traccia deve essere utilizzato dall’Agenzia per quanto concerne il ripiano della spesa farmaceutica diretta come specificato dall’art. 1 comma 583 della L. n. 145/2018: “Fino al 31 dicembre 2024, l’AIFA, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, ai fini del monitoraggio complessivo della spesa farmaceutica per acquisti diretti si avvale dei dati presenti nel Nuovo sistema informativo sanitario”.

    Nel contesto del monitoraggio della spesa farmaceutica per acquisti diretti, la base dati che l’AIFA deve utilizzare è quella prevista dalla legge, ossia i dati del Nuovo sistema informativo sanitario.

Massime di principio

  • Il giudicato formatosi in un processo non può essere invocato da un terzo titolare di un diritto autonomo rispetto al rapporto deciso, quando la pronuncia non abbia accertato una situazione giuridica vincolante ma si sia limitata ad annullare un atto per un vizio di motivazione.
  • L’annullamento di un provvedimento per un vizio formale o procedurale, senza accertamento della spettanza del bene della vita, non fonda di per sé una pretesa risarcitoria: occorre dimostrare l’ingiustizia del danno, la lesione del bene della vita, la condotta imputabile, il nesso causale e gli altri presupposti della responsabilità.
  • Quando la sentenza di annullamento lascia all’amministrazione un necessario spazio di riesercizio del potere, il mancato conseguimento del bene della vita non è causalmente imputabile in modo immediato e diretto al provvedimento annullato se l’esito dipende dalla successiva rideterminazione amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieFarmaci e dispositiviDanno da provvedimento illegittimo
RamiSanitàResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereRisarcimento del danno da attività amministrativaEffetto conformativo e riedizione del potere

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