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Sentenza

Sentenza n. 585/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 1060/2024 del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, pubblicata in data 02.10.2024, passata in giudicato, in materia di c.d. Carta del docente;

Giustizia amministrativa202500811

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo che aveva riconosciuto il beneficio della Carta del docente per gli anni scolastici dal 2018-2019 al 2023-2024, nei limiti della prescrizione quinquennale

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 114 e seguenti c.p.a. deducendo che la sentenza del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, n. 1060/2024, notificata al Ministero il 7 novembre 2024 e non appellata, era passata in giudicato. Nonostante il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, il Ministero non aveva né rilasciato la Carta del docente né accreditato sul relativo borsellino elettronico le somme riconosciute dal giudice. Il ricorrente ha chiesto la condanna dell'Amministrazione all'esecuzione della sentenza, la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inadempimento e la rifusione delle spese di lite.

La decisione

Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato che, in data 7 luglio 2025, Sogei S.p.A., gestore della procedura di erogazione della Carta del docente, aveva accreditato nel borsellino elettronico del docente l'importo riconosciuto dalla sentenza del giudice del lavoro. Poiché l'Amministrazione ha così dato piena esecuzione al giudicato, il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere. Quanto alle spese, il Collegio ha applicato il principio della soccombenza virtuale, rilevando che l'esecuzione era intervenuta soltanto dopo la notifica del ricorso; il Ministero è stato quindi condannato a rifondere al ricorrente euro 1.000, oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei procuratori antistatari. Il TAR non ha provveduto sul rimborso del contributo unificato, poiché il ricorrente aveva dichiarato di esserne esente per ragioni reddituali.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione del giudicato; il ricorso è stato proposto ai sensi di tale disposizione.

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996

    Prevede il termine dilatorio per l'esecuzione dei provvedimenti giudiziari nei confronti delle amministrazioni pubbliche; il ricorrente ha dedotto che tale termine fosse decorso prima della proposizione del ricorso.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio della Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione esegue integralmente il giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, viene dichiarata la cessazione della materia del contendere, non essendovi più una concreta utilità nella prosecuzione della domanda esecutiva.
  • Ai fini della regolazione delle spese, l'esecuzione sopravvenuta del giudicato non esclude la soccombenza virtuale dell'Amministrazione quando l'adempimento sia intervenuto soltanto dopo la notifica del ricorso per ottemperanza.
  • In un giudizio di ottemperanza relativo a un beneficio riconosciuto da una sentenza passata in giudicato, l'accredito effettivo delle somme sullo strumento previsto per l'erogazione del beneficio integra la piena esecuzione del comando giudiziale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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