Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24905/2022 del 28/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per lesioni personali aggravate avanzando tre motivi: 1) insufficiente prova della riconducibilità della condotta lesiva all'imputato e vizio di motivazione; 2) omissione di valutazione della consulenza tecnica di parte, che secondo la difesa dimostrerebbe l'inconsistenza del nesso tra condotta e lesioni; 3) vizio nel trattamento sanzionatorio, per eccessività della pena e cattivo bilanciamento tra aggravanti e attenuanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha rigettato tutti e tre i motivi. Ha ritenuto che la corte territoriale avesse adeguatamente motivato la decisione sulla base di dichiarazioni convergenti di testimoni e del referto medico congruente con la dinamica dei fatti, nonché dell'assenza di fattori idonei a interrompere il nesso causale. Ha inoltre ritenuto irrilevante, in sede di legittimità, la mera rivalutazione del materiale probatorio proposta dal ricorrente e ha confermato la legittimità del bilanciamento delle circostanze e della pena applicata (un anno e sei mesi, entro il range edittale). Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena; la Corte ha ritenuto sufficiente una motivazione sintetica quando la pena applicata è compresa tra il minimo e il medio edittale, indicando un criterio concreto (gravita' delle lesioni) per l'individuazione del quantum.

  • Sez. 4, n. 5037 del 30/03/2000 (Rv. 219428)

    Principio secondo cui il nesso di causalità nelle lesioni può essere affermato anche sulla base di dati empirici o documentali di immediata evidenza; usato per ritenere sufficiente il referto medico e la contiguità temporale con i fatti.

  • Sez. 7, n. 11210 del 20/10/2017 (Rv. 272460)

    Regola che il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti è esercizio di merito insindacabile in Cassazione salvo carenza motivazionale specifica o richiesta della parte che abbia indicato circostanze di fatto idonee a giustificare la diversa valutazione.

  • Sez. 6, n. 8156 del 12/01/1996 (Rv. 205540)

    Principio per cui, se la pena inflitta si colloca tra il minimo e il medio edittale, la motivazione non deve necessariamente sviluppare l'esame dettagliato di tutti i criteri di individualizzazione della pena previsti dall'art. 133, essendo sufficiente il riferimento all'esigenza di adeguamento al caso concreto.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina il merito probatorio: interviene solo per vizi di diritto o per manifesta carenza logico-motivazionale.
  • Dichiarazioni convergenti di più testimoni, unite a un referto medico temporaneamente contiguo e coerente con la dinamica, possono essere ritenute sufficienti per la riconducibilità della condotta e per il nesso di causalità.
  • La mera produzione di una consulenza tecnica difensiva non è sufficiente a inficiare una decisione se il giudice di merito l'ha valutata e ha fornito ragioni coerenti per scartarne gli argomenti; occorre dimostrare che non è stata valutata o che vi sia contraddizione insanabile.
  • Il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti è prerogativa del giudice di merito: la Cassazione annulla solo se manca motivazione o vi è palese errore di diritto.
  • Quando la pena applicata rientra tra il minimo e il medio edittale, la motivazione può essere sintetica purché indichi i criteri rilevanti adottati per l'individuazione del quantum.
  • I ricorsi che si limitano a riproporre alternative ricostruzioni dei fatti senza affrontare specificamente le argomentazioni della corte territoriale sono frequentemente dichiarati inammissibili.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.