Cassazione Penale, Sentenza n. 47192/2022 del 14/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere per plurimi furti (veicoli e calzature griffate) fondata su due censure principali: 1) violazione dei termini per la decisione sul riesame (art. 309 c.10 c.p.p. e disposizioni emergenziali COVID-19) con conseguente perdita di efficacia della misura per presunto tardivo deposito/trasmissione del ricorso; 2) inutilizzabilità delle intercettazioni ai sensi dell'art. 270 c.p.p., perché disposte in un procedimento diverso e i relativi atti/registrazioni non sarebbero stati depositati presso l'autorità competente per il nuovo procedimento.
La decisione
Rigetto del ricorso in cassazione. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto che, secondo la disciplina emergenziale (art. 24 d.l. n.137/2020), la richiesta di riesame deve essere trasmessa alla PEC del Tribunale in funzione di giudice del riesame; di conseguenza la ricevuta PEC inoltrata dalla cancelleria del Tribunale originario non assorbe il dies a quo rilevante agli effetti dell'art. 309 c.10 c.p.p., e il termine per la decisione non è stato valutato come superato (il Tribunale ha preso quale riferimento la data di effettivo pervenimento del plico cartaceo). Sul secondo motivo la Corte ha affermato che le intercettazioni sono utilizzabili perché non si è in presenza di "procedimento diverso" ai sensi dell'art. 270 c.p.p.: applicato un criterio sostanzialistico di connessione fra la notizia di reato originaria e gli esiti intercettativi (anche in caso di stralcio ex art. 22 c.p.p. o di diversa ricostituzione dell'addebito), richiamando l'orientamento delle Sezioni Unite (tra cui la sentenza "Cavallo"), e quindi le captazioni rientravano nella stessa sfera investigativa. Condanna del ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
Regola i termini per la decisione sul riesame; la Corte ha interpretato che la perdita di efficacia della misura ai sensi del comma 10 va valutata alla luce delle modalità di trasmissione previste dalle norme emergenziali e del reale pervenimento degli atti.
art. 24 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (comma 6-ter e 6-quinquies)
Norma emergenziale che impone l'invio tramite PEC; in deroga, per il riesame cautelare l'atto deve essere trasmesso direttamente alla PEC del Tribunale in funzione di giudice del riesame, impedendo la presentazione ordinaria in cancelleria del luogo dell'impugnante.
art. 582 cod. proc. pen.
Norma ordinaria sulla presentazione dell'impugnazione; la disciplina emergenziale ne ha derogato (per evitare contatti fisici) come chiarito dalla Corte.
art. 583 cod. proc. pen.
Regola inerente la facoltà di proporre il gravame a mezzo posta; la Corte ne riconosce la compatibilità nell'ambito emergenziale.
art. 270 cod. proc. pen.
Divieto di utilizzazione delle intercettazioni in procedimenti "diversi": la Corte conferma l'interpretazione sostanzialistica che esclude la diversità quando esista connessione oggettiva/probatoria/finalistica fra la notizia di reato originaria e gli esiti intercettativi (anche in caso di stralcio o diversa qualificazione dei fatti).
art. 22 cod. proc. pen.
Stralcio per incompetenza territoriale: la Corte ha ritenuto che lo stralcio non determina automaticamente un "procedimento diverso" ai fini dell'art. 270, se gli esiti investigativi restano riconducibili alla stessa notizia di reato originaria.
art. 27 e art. 291 cod. proc. pen.
Riferimenti procedurali utilizzati nel trasferimento e nella rinnovazione delle misure cautelari dal giudice competente; la Corte ne richiama l'applicazione senza ritenere compromessa la legittimità dell'uso degli elementi investigativi.
art. 64 disp. att. cod. proc. pen.
Regola sui mezzi di comunicazione di atti del giudice; la Corte ha distinto tale previsione dalle specifiche modalità emergenziali per il riesame cautelare.
Massime di principio
- In situazioni emergenziali (COVID-19) la richiesta di riesame cautelare deve essere inviata alla PEC del Tribunale in funzione di giudice del riesame; per sicurezza processuale l'avvocato dovrebbe comunque conservare prove di invio e inviare l'atto anche con modalità alternative (raccomandata) se appropriato.
- La decorrenza dei termini rilevanti ai fini della perdita di efficacia della misura va calcolata sul pervenimento effettivo degli atti al giudice competente alla luce delle norme speciali applicabili; una ricezione tramite PEC della cancelleria dell'ufficio originario non sempre costituisce il dies a quo se la norma dispone trasmissione diretta al Tribunale.
- L'utilizzabilità delle intercettazioni è valutata con criterio sostanzialistico: non determina automaticamente "procedimento diverso" la mera diversa iscrizione o lo stralcio; è decisiva la connessione oggettiva/probatoria/finalistica tra la notizia di reato per la quale è stata autorizzata l'intercettazione e i nuovi addebiti emergenti dalle captazioni.
- Lo stralcio ex art. 22 o la nuova qualificazione del fatto, purché gli esiti intercettativi concernano il medesimo fatto-reato originario o reati connessi, non impediscono l'utilizzo delle intercettazioni ai sensi dell'art. 270 c.p.p.
- Per cautela difensiva, quando si contesta la utilizzabilità di intercettazioni per mancato deposito/trasmissione, è importante documentare eventuali omissioni formali e dimostrare l'assenza di connessione sostanziale tra procedimenti; tuttavia l'assenza di deposito non è automaticamente decisiva se sussiste connessione sostanziale.
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