Sentenza n. 316/2026 - Potenza, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inerzia della Regione Basilicata nell’esecuzione del giudicato civile che riconosceva il diritto alla presentazione della domanda di aiuto per l’adesione al programma agroambientale Reg. 2078/1992, Misura F
Esito
Favorevole al resistente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente, già destinatario della decadenza dal programma agroambientale relativo al ritiro ventennale dei seminativi dalla produzione su terreni nel Comune di Laurenzana, ha agito per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Potenza n. 1769/2023 del 28 dicembre 2023. Tale sentenza aveva accertato l’assenza di sviamento dei contributi rispetto al programma e riconosciuto il diritto alla presentazione della domanda di aiuto n. 64111686396, con le relative integrazioni. Il ricorrente lamentava la mancata esecuzione del giudicato e chiedeva che la Regione desse corso al pagamento delle annualità dovute.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. In corso di causa la Regione ha documentato il pagamento delle annualità 2007, 2010-2016 nei limiti delle superfici ammissibili e ha riferito che per il 2006 erano state completate le attività propedeutiche; il difensore del ricorrente ha poi confermato in camera di consiglio anche il pagamento dell’annualità 2006. Le somme riconosciute come spettanti sono state dunque liquidate, sicché l’accoglimento dell’ottemperanza non avrebbe procurato ulteriore utilità. È rimasta contestata la quantificazione dei contributi, in relazione alla corretta individuazione delle superfici eleggibili, ma tale questione non è coperta dal giudicato civile. Nel giudizio di ottemperanza il giudice amministrativo può soltanto assicurare l’esecuzione del comando contenuto nel giudicato civile e non può integrarlo né risolvere questioni non decise dal giudice ordinario, che attengono alla giurisdizione di quest’ultimo. Spese compensate per la particolarità del caso.
Norme richiamate
artt. 112 e ss. c.p.a.
tenuto conto delle chiare previsioni di cui agli artt. 112 e ss. cod. proc. amm., costituisce ius receptum in materia di ottemperanza del giudicato formatosi in ambito civile che l’intervento del giudice amministrativo è funzionale all’esecuzione del comando contenuto in tale giudicato e trova altresì in esso un limite, nel senso che non può attribuirsi un diritto ulteriore rispetto a quello risultante dall’esatta esecuzione del giudicato civile stesso.
L’ottemperanza di un giudicato civile davanti al giudice amministrativo è limitata all’attuazione del comando giudiziale: non consente di attribuire diritti ulteriori rispetto a quelli che risultano dall’esatta esecuzione della decisione.
art. 73, comma 3, c.p.a.
Il ricorso è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, come rilevato nel corso della camera di consiglio ai sensi dell’art. 73, comma 3, cod. proc. amm..
La sopravvenuta carenza di interesse può essere rilevata nel corso della camera di consiglio ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a.; nel caso concreto è derivata dalla liquidazione delle annualità riconosciute come spettanti, senza residua utilità ottenibile in ottemperanza.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza di un giudicato civile, il giudice amministrativo può assicurare l’esecuzione del comando contenuto nella decisione, ma non può attribuire diritti ulteriori, integrare il giudicato o risolvere questioni giuridiche che il giudice ordinario non ha deciso.
- Il pagamento in corso di causa delle somme riconosciute come spettanti in esecuzione del giudicato determina l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse quando il ricorrente non possa conseguire, attraverso l’ottemperanza, un’ulteriore utilità. Le contestazioni sulla quantificazione non comprese nel giudicato restano estranee al giudizio di ottemperanza e alla giurisdizione amministrativa.
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