Cassazione Penale, Sentenza n. 23632/2024 del 12/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza della Corte di appello di Trieste del 17/02/2024 che non aveva convalidato l'arresto provvisorio operato il 16/02/2024 a fini estradizionali, in relazione alla sentenza del Tribunale di Velika Kladusa (Bosnia) del 26/10/2022 che aveva condannato la Sulic a 6 mesi di reclusione per il reato di false dichiarazioni (art. 384 codice penale della Bosnia-Erzegovina). Il Procuratore generale deduce due motivi: (1) esistenza di concreto pericolo di fuga della Sulic, sottrattasi all'esecuzione della pena ed entrata illegalmente in Italia; (2) violazione di legge perché il limite della prognosi di pena (tre anni) previsto dall'art. 275 cod. proc. pen. non sarebbe applicabile all'arresto estradizionale e alle misure cautelari correlate.
La decisione
Il ricorso del Procuratore generale e' stato rigettato. La Corte ha ritenuto fondato solo il profilo di diritto sollevato dal ricorrente in ordine all'erronea applicazione dell'art. 275 cod. proc. pen. da parte della Corte territoriale, confermando pero' che tale norma di diritto interno (divieto relativo alla custodia cautelare per pronostici di pena inferiori a tre anni) non si applica alle misure cautelari disposte nell'ambito dell'estradizione (richiamando la giurisprudenza della Sez. 6 n. 24245/2015). Sul punto decisivo dei fatti, la Corte ha invece ritenuto infondato il motivo sul pericolo di fuga: l'ordinanza impugnata aveva fornito motivazione non manifestamente illogica basata su elementi concreti (richiesta di protezione internazionale in Italia, conoscenza presso ufficio di polizia, assegnazione stabile di un alloggio a Pontebba, presentazione a inviti della Questura, assenza di comportamenti evasivi), dai quali e' stata esclusa la sussistenza del rischio di allontanamento clandestino. Pertanto e' stata confermata la mancata convalida dell'arresto e ordinata l'immediata liberazione della Sulic.
Norme richiamate
art. 384 codice penale della Bosnia-Erzegovina
Norma penale estera oggetto della sentenza di condanna (false dichiarazioni), che ha determinato la richiesta di estradizione/resa dell'arresto estradizionale.
art. 716 cod. proc. pen.
Predispone il presupposto del concreto pericolo di fuga quale requisito per la convalida dell'arresto provvisorio e per l'applicazione di misure cautelari all'estradando.
art. 275 cod. proc. pen. (comma secondo / comma secondo bis)
Prevede, nel diritto interno, il divieto di disporre la custodia cautelare in carcere quando la prognosi di pena da eseguire e' inferiore a tre anni; la Corte riconosce che tale divieto riguarda il diritto interno e non si applica automaticamente alle misure cautelari estradizionali.
art. 714 cod. proc. pen.
Disciplina le misure cautelari nell'ambito di procedure di estradizione per l'estero; la Corte ha richiamato la distinzione tra disciplina interna e disciplina estradizionale delle misure cautelari.
Giurisprudenza: Sez. 6, n. 24245 del 21/05/2015 (Pg in proc. Bibileishvili)
in tema di estradizione per l'estero, non e' applicabile alle misure cautelari ex art. 714 cod. proc. pen. il divieto previsto dall'art. 275, comma secondo bis, cod. proc. pen.
Precedente che chiarisce la non applicabilita' del limite triennale delle misure cautelari di diritto interno alle misure estradizionali; principio richiamato dalla Corte nella valutazione di diritto.
Giurisprudenza: Sez. 6, n. 28758 del 09/04/2008 (Costan)
Definizione del concetto di pericolo di fuga in materia di estradizione: deve essere fondato su elementi concreti, specifici e rivelatori di una reale possibilita' di allontanamento clandestino dall'estradando.
Massime di principio
- Nel procedimento estradizionale la convalida dell'arresto provvisorio richiede la dimostrazione del concreto pericolo di fuga basato su elementi specifici e circostanziati; valutazioni generiche non sono sufficienti.
- Fattori come la richiesta di protezione internazionale, la conoscenza alle autorita' locali, la disponibilita' di un alloggio stabile e la collaborazione con la polizia pesano a favore dell'assenza di rischio di fuga e possono giustificare la non convalida dell'arresto.
- Il divieto previsto dall'art. 275 cod. proc. pen. (limite triennale per l'applicazione della custodia cautelare) e' norma del diritto interno e non si estende automaticamente alle misure cautelari disposte nell'ambito dell'estradizione; occorre richiamare la disciplina speciale e la giurisprudenza consolidata.
- Un ricorso del Procuratore generale avra' efficientemente esito positivo quando rileva un errore di diritto o una manifesta illogicita' nella motivazione; se invece la motivazione territoriale e' congrua e circostanziata sul piano fattuale, il sindacato di legittimita' e' limitato.
- Anche in caso di condanna estera di breve entita' (pena inferiore a tre anni), la misura cautelare estradizionale puo' essere disposta soltanto se sussistono i requisiti specifici (in particolare il concreto pericolo di fuga); la mera prognosi di pena ridotta non esclude automaticamente la misura se ricorrono gli altri presupposti, ma la loro valutazione resta rigorosa.
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