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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21829/2024 del 02/08/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte privata e enti pubblici)

La controversia

Una contribuente aveva proposto opposizione avverso una cartella di pagamento relativa a numerose sanzioni per violazioni del codice della strada, per un importo complessivo di Euro 55.918,98, notificata a seguito di iscrizioni riferite agli anni 2016-2017. Il Giudice di pace di Napoli si era dichiarato incompetente per valore, indicando il Tribunale di Napoli come giudice competente. Riassunta la causa, il Tribunale ha rilevato che nell'unico atto di opposizione erano cumulati più profili: una opposizione a sanzioni amministrative, una opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. e una opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., con diversa competenza per materia. Ha quindi promosso d'ufficio regolamento di competenza, sostenendo che la declinatoria del Giudice di pace per valore implicasse, secondo precedenti della Corte, anche una pronuncia sulla competenza per materia, tale da consentire la rimessione della questione alla Cassazione. Il Pubblico Ministero aveva chiesto dichiararsi la competenza del Giudice di pace per le cause qualificabili come azione di recupero o opposizione all'esecuzione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza d'ufficio. Ha affermato che, nel regime attuale dell'art. 38 c.p.c., il regolamento d'ufficio presuppone una declinatoria espressa del giudice a quo per materia, territorio inderogabile o competenza funzionale assimilata, e non può essere attivato quando il primo giudice abbia declinato la competenza solo per valore o per territorio derogabile, anche se il giudice ad quem ritenga che la competenza spettasse per materia. La preclusione maturata davanti al giudice che ha declinato per valore impedisce di considerare implicitamente decisa anche la competenza per materia. Nessuna statuizione sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 45 c.p.c.

    il regolamento di competenza d'ufficio è ammissibile solo quando la declinatoria del giudice a quo sia avvenuta per ragioni di materia, territorio inderogabile o competenza funzionale assimilata

  • art. 38 c.p.c.

    la rilevabilità d'ufficio dell'incompetenza per materia e per territorio inderogabile è soggetta a preclusione, con conseguente impossibilità di recuperare implicitamente tale questione dopo una declinatoria per valore o territorio derogabile

  • art. 183 c.p.c.

    l'udienza di trattazione è la sede entro cui deve essere esercitato il potere di rilievo officioso dell'incompetenza per materia o territorio inderogabile

  • art. 101, secondo comma, c.p.c.

    conferma che il rilievo officioso delle questioni deve essere espresso, nel rispetto del contraddittorio

  • art. 615 c.p.c.

    richiamato quale possibile opposizione all'esecuzione cumulata nell'atto introduttivo

  • art. 617 c.p.c.

    richiamato quale possibile opposizione agli atti esecutivi cumulata nell'atto introduttivo

  • art. 7 d.lgs. n. 150 del 2011

    richiamato quale base dell'opposizione a sanzioni amministrative

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    norma processuale che ha regolato la trattazione camerale

  • art. 38, secondo comma, c.p.c.

    la mancata tempestiva rilevazione dell'incompetenza determina una preclusione del potere del giudice

Massime di principio

  • Il regolamento di competenza d'ufficio è ammissibile solo se il giudice che ha declinato la causa lo ha fatto espressamente per materia, per territorio inderogabile o per competenza funzionale assimilata; non basta una declinatoria per valore o per territorio derogabile.
  • Nel sistema vigente, la preclusione maturata alla prima udienza impedisce di considerare implicitamente devoluta anche la questione di competenza per materia quando il primo giudice abbia deciso soltanto sulla competenza per valore.
  • Il potere di rilevazione d'ufficio delle questioni di competenza deve essere esercitato in modo espresso; non è ammissibile ricavarlo in via implicita dall'esercizio di un diverso potere officioso.
  • In presenza di un atto con domande eterogenee, la diversa competenza dei singoli profili non consente di superare i limiti legali al regolamento d'ufficio se manca una declinatoria espressa sul titolo che legittima tale rimedio.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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