Cassazione Civile, Sentenza n. 33104/2021 del 10/11/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato la pronuncia di primo grado ordinando la demolizione di una sopraelevazione di circa 43 mq realizzata nel 2002 sul lastrico solare di proprieta esclusiva dei ricorrenti. Essi deducevano, tra l'altro, violazione delle norme sul decoro e sull'aspetto architettonico (artt. 1120, 1125, 1127 c.c.), contestavano la valutazione sulla visibilita e sull'impatto estetico dell'opera (sostenendo che fosse in pratica non visibile e anzi sostitutiva di una preesistente struttura fatiscente), denunciavano la violazione dell'art. 4 del regolamento condominiale per la destinazione d'uso degli immobili dei controparte e chiedevano il riconoscimento per usucapione di una servitu di passaggio tra il loro lastrico e il terrazzo condominiale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i primi tre motivi di ricorso, confermando il criterio applicato dalla Corte d'appello secondo cui la sopraelevazione altera il decoro e l'aspetto architettonico dell'edificio (neoclassico e ben conservato) e costituisce corpo estraneo percepibile anche se visibile solo in parte. Ha inoltre ritenuto inammissibile o infondata la censura relativa all'art. 4 del regolamento condominiale. Quanto alla domanda riconvenzionale di usucapione della servitu di passaggio, la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata limitatamente a quella pronuncia e ha rinviato al Tribunale di Roma in diversa composizione poiché il giudizio di merito si era svolto senza il completo litisconsorzio necessario (mancata chiamata di tutti i condomini), con la conseguente necessità di rinnovare la decisione di merito su quel punto. In ordine alle spese, la Corte ha compensato per un terzo le spese di Cassazione e ha condannato in solido i ricorrenti al rimborso delle restanti spese ai controricorrenti; ha escluso l'applicazione di sanzioni per temerarietà o il versamento aggiuntivo del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 23, comma 8-bis del d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con mod. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176
Norma procedurale utilizzata per lo svolgimento del giudizio in camera di consiglio; la Corte ne registra l'applicazione per le formalita processuali
art. 1120 c.c.
Riguarda la disciplina del decoro architettonico nelle innovazioni: la Corte ha ritenuto che la sopraelevazione ledesse il decoro condominiale in quanto corpo estraneo rispetto all'uniformita estetica dell'edificio
art. 1125 c.c.
Richiamato come riferimento alla tutela dell'aspetto architettonico; la Corte ha distinto ma collegato l'aspetto architettonico al decoro, ritenendo rilevante l'alterazione della fisionomia dell'edificio
art. 1127 c.c.
Limita il diritto di sopraelevazione per ragioni statiche e per l'aspetto architettonico; la Corte ha interpretato l'articolo nel senso che la sopraelevazione deve rispettare lo stile dell'edificio e non creare una disarmonia percepibile da qualunque osservatore
art. 1122 e art. 1122-bis c.c.
Richiamati in riferimento ai limiti del godimento e alle innovazioni condominiali, con ribadito richiamo al rispetto del decoro architettonico
art. 1117 c.c.
Richiamato nel ragionamento sull'eventuale collegamento strutturale/functionale tra lastrico e terrazzo condominiale rispetto alla natura dell'uso e all'accertamento della servitu
art. 1102 c.c.
Riferimento al diritto di uso della cosa comune e ai limiti reciproci tra condomini; utile a distinguere esercizio di fatto del godimento condominiale da costituzione di servitu permanente
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
Parametro di cassazione relativo all'omesso esame di fatto decisivo: la Corte ha chiarito che i rilievi dedotti non configuravano omesso esame decisivo quando i fatti storici erano comunque considerati dal giudice di merito
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
Richiamato in relazione alla presunta violazione del regolamento condominiale; la Corte ha dichiarato inammissibile il motivo che invoca la violazione di norme di un atto privatistico con questo parametro
artt. 34 e 36 c.p.c.
Richiamati per inquadrare la domanda riconvenzionale; la Corte ha ritenuto che la domanda di usucapione in riconvenzionale incidendo sui diritti di tutti i condomini richiedeva il contraddittorio con l'intero condominio
art. 112 c.p.c.
Citato nel motivo relativo all'omesso esame di atti peritali; la Corte ha valutato che non sussisteva vizio di omesso esame decisivo alla stregua delle risultanze
art. 383, terzo comma c.p.c.; art. 354 c.p.c.
Norme processuali che hanno consentito alla Corte di cassare limitatamente alla pronuncia sulla usucapione e di rinviare la pronuncia al giudice di primo grado
art. 161, comma 1 c.p.c.
Richiamato in tema di impugnazioni e di giudicato; utilizzato per argomentare sulla non implicitita' del giudicato in materia di contraddittorio
art. 385, comma 4 c.p.c.
Esaminata la richiesta di condanna per lite temeraria: la Corte ha escluso colpa grave nella proposizione del ricorso
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
Norma sul contributo unificato in caso di rigetto dell'impugnazione: la Corte ha ritenuto che la misura non fosse applicabile nella specie per la natura della pronuncia
regolamento condominiale (art. 4)
Atto privatistico citato dai ricorrenti per vietare usi contrari al decoro/tranquillita/decenza; la Corte ha ritenuto che il regolamento non sia norma generale atta a costituire automaticamente servitu senza chiara ed esplicita individuazione del peso e dell'utilita'
Massime di principio
- La sopraelevazione e le innovazioni edilizie vanno valutate anche in relazione all'aspetto architettonico dell'intero fabbricato: non è necessario che l'edificio abbia pregio artistico, ma che conservi una fisionomia tale per cui l'alterazione sia percepibile come disarmonia
- La nozione di decoro architettonico ex art. 1120 c.c. e quella di aspetto architettonico ex art. 1127 c.c. sono distinte ma complementari: una sopraelevazione deve rispettare lo stile e l'uniformità dell'edificio e non costituire un corpo estraneo percepibile
- La valutazione dell'impatto estetico e della visibilità dell'opera è questione di fatto di competenza del giudice di merito; la Corte di legittimità non rifa' le valutazioni probatorie se adeguatamente motivate
- La preesistenza di una struttura fatiscente non giustifica automaticamente una nuova sopraelevazione: l'intervento successivo può comunque ledere l'armonia dell'edificio
- Il regolamento condominiale, essendo atto privatistico, non può essere invocato in cassazione come norma sostitutiva del diritto positivo; per imporre limitazioni vincolanti è richiesta una formulazione chiara ed esplicita che costituisca servitu tra fondi
- La domanda di accertamento dell'usucapione di una servitu che incide sui diritti di tutti i condomini richiede il litisconsorzio necessario: l'assenza del contraddittorio con tutti i soggetti interessati può portare alla cassazione limitata e al rinvio per nuovo giudizio
- Per ottenere il riconoscimento di una servitu per usucapione è necessario provare la preesistenza e la continuità dell'uso, con opere visibili e permanenti destinate all'esercizio del passaggio per il tempo configurante l'usucapione
- In sede di cassazione non è ammissibile una rivisitazione del merito probatorio: i motivi che chiedono una nuova valutazione delle prove vengono in genere rigettati se il giudice di merito ha fornito motivazione congrua
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