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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40307/2023 del 04/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cipriani impugnava la sentenza della Corte d'appello di Roma che lo aveva ritenuto responsabile dei delitti di truffa (art. 640 c.p.) e di falso continuato (artt. 475-477 e 482 c.p.), presentando cinque censure principali: 1) inesistenza del nesso causale tra gli artifici contestati e l'ingiusto profitto (sosteneva che il profitto fosse antecedente agli artifici); 2) intervenuta prescrizione già nel 2012; 3) tardività della querela da parte della persona offesa; 4) violazione del diritto di difesa per mancata concessione dei termini a difesa (art. 108 c.p.p.); 5) errata configurazione della falsità riguardo alla copia di un atto inesistente e relativa prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati tutti i motivi: 1) la giurisprudenza consolidata considera ingiusto profitto anche il differimento delle azioni esecutive ottenuto con l'inganno, sicché la truffa è correttamente configurata; 2) la prescrizione non poteva decorrere dalle prime operazioni patrimoniali ma dagli atti con cui le somme venivano trattenute e dalle falsificazioni idonee a ritardare le azioni (es. falsa certificazione del Tribunale di Avezzano del 15/3/2016); 3) la querela è tempestiva perché il termine decorre dalla conoscenza certa del fatto-reato, che si è avuta solo con l'acquisizione degli atti nell'ottobre 2016; 4) il motivo sui termini a difesa è inammissibile perché tardivo e generico: la nullità deve essere eccepita immediatamente e va specificato il pregiudizio subito; 5) quanto al falso, la Corte ha ritenuto che la copia di un atto inesistente integri il reato quando assuma l'apparenza di un originale idonea a ingannare terzi. Infine, è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    La truffa è stata interpretata anche come conseguimento, mediante inganno, del differimento o dell'ostacolo all'avvio di azioni esecutive già maturate nei confronti del debitore; l'ingiusto profitto include la somma trattenuta e non restituita che ha causato il danno alla persona offesa

  • artt. 482-477 cod. pen.

    Riferimento ai reati di falso (nella sentenza è riconosciuta la falsità materiale in continuazione)

  • artt. 475-477 cod. pen.

    La Corte richiama la disciplina della falsità materiale e ribadisce che la formazione di una copia di atto inesistente integra il reato se la copia assume l'apparenza di un atto originale idoneo a documentarne l'esistenza nei confronti di terzi

  • art. 108 cod. proc. pen.

    Norma sul termine a difesa; la mancata concessione può determinare nullità generale a regime intermedio, ma tale nullità deve essere eccepita tempestivamente dal difensore e va dimostrato il concreto pregiudizio

  • art. 182, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 182, comma 2, cod. proc. pen.

    Termine entro cui deve essere eccepita la nullità relativa all'assistenza difensiva presente in udienza; la mancata eccezione comporta decadenza

  • art. 157 e 161 cod. pen.

    Richiamate in relazione ai termini di prescrizione: la Corte ritiene che per il falso in questione non sia decorso il termine massimo previsto, dunque il reato non è prescritto

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese

Massime di principio

  • Per la configurazione della truffa è sufficiente che l'inganno abbia reso possibile o abbia ritardato l'azione di recupero di crediti già esistenti: l'ingiusto profitto può consistere anche nel differimento o nell'ostacolo delle azioni esecutive
  • La prescrizione decorre non dal primo atto apparente ma dal momento in cui si realizza o si consolida l'effetto lesivo (ossia quando si concretizzano atti o documenti falsi che consentono di consolidare l'ingiusto vantaggio), e va dunque valutata alla luce degli atti idonei a protrarre l'illecito
  • Il termine per la querela decorre dal momento in cui la vittima ha conoscenza certa, su base di elementi concreti e seri, della dimensione oggettiva e soggettiva del reato; sospetti iniziali non fanno decorrere il termine
  • Le eccezioni relative alla nullità per mancata concessione di termini a difesa devono essere sollevate tempestivamente dal difensore presente in udienza e devono specificare il pregiudizio subito; l'omessa tempestiva eccezione comporta decadenza
  • La falsità materiale mediante copia di atto inesistente è integrata quando la copia assume l'apparenza di atto originale idonea ad ingannare terzi: in tali casi la mera 'copia' può avere efficacia penalmente rilevante
  • In sede di cassazione la conformità della decisione ai principi giurisprudenziali consolidati della Corte costituisce elemento centrale: ragioni fondate su interpretazioni giurisprudenziali consolidate (nexus causale, decorrenza prescrizione, termini per la querela, requisiti della falsità) difficilmente superano il vaglio se applicate coerentemente dai giudici di merito

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