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Sentenza

Sentenza n. 1274/2026 - Roma, Sezione 1T

Ricorso per l'annullamento del provvedimento di revoca del Nulla Osta - istanza P-RM/L/Q/2023/104346 al lavoro subordinato, emesso dalla Prefettura di Roma in data 07/10/2025, nonché di ogni altro atto comunque connesso a quello impugnato.

Giustizia amministrativa202515543

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato e diniego dell'autorizzazione all'ingresso, adottati dalla Prefettura di Roma

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio del 7 ottobre 2025, notificato il 26 novembre 2025, deducendo l'illegittimità della revoca del nulla osta e del diniego dell'autorizzazione all'ingresso. L'Amministrazione aveva rilevato plurime carenze: l'asseverazione non era stata redatta da un professionista appartenente alle categorie indicate dall'art. 1 della legge n. 12/1979 e non era conforme al modello previsto dalla circolare dell'Ispettorato del lavoro n. 3/2022, poiché priva di dati sulla capacità economica dell'impresa, sull'identità dei lavoratori, sull'alloggio, sulla capacità patrimoniale, sull'equilibrio economico-finanziario, sul numero dei dipendenti e sull'attività svolta; mancavano inoltre la certificazione di idoneità alloggiativa o la relativa richiesta, risultavano coincidenti il luogo di lavoro e l'alloggio indicati, la richiesta datoriale non era indirizzata al centro per l'impiego di Roma e non era stato prodotto il timbro di ingresso del passaporto necessario per verificare il rispetto del termine di otto giorni per la registrazione del primo ingresso. In giudizio il ricorrente non ha sanato il requisito dell'asseverazione. La Prefettura ha inoltre documentato che l'azienda non depositava bilanci dal 2021 e non presentava dichiarazioni fiscali dal 2018. Il ricorrente ha sostenuto, tra l'altro, che il sopravvenuto impiego presso un diverso datore avrebbe consentito il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, definito in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. Ha ritenuto decisiva la mancata sanatoria, anche in sede giudiziale, dell'asseverazione prescritta e ha valorizzato gli ulteriori accertamenti prefettizi relativi all'assenza di bilanci e dichiarazioni fiscali dell'impresa, nonché la mancata dimostrazione del superamento degli altri motivi ostativi. Ha escluso che il reperimento di un diverso datore di lavoro imponesse il rilascio di un permesso per attesa occupazione, poiché, in assenza di elementi contrari, doveva ritenersi originariamente mancante anche il requisito reddituale del datore di lavoro. Secondo il TAR, al momento dell'ingresso devono sussistere i requisiti necessari per la corretta instaurazione del rapporto con il datore originario; diversamente, il requisito reddituale minimo perderebbe ogni effettività e si favorirebbero condotte elusive. Ha inoltre rilevato che l'ingresso non attribuisce allo straniero un diritto soggettivo al rilascio del permesso di soggiorno e che il nulla osta poteva essere revocato in caso di accertata assenza dei requisiti legittimanti. Il ricorrente è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    Consente la definizione della controversia con sentenza semplificata, previo avviso alle parti, quando la causa è matura per la decisione.

  • art. 1 legge n. 12/1979

    Individua i professionisti abilitati alla redazione dell'asseverazione richiesta nel procedimento.

  • circolare Ispettorato del lavoro n. 3/2022 del 5 luglio 2022

    Indica il modello e i contenuti necessari dell'asseverazione relativa alla capacità economica e organizzativa del datore di lavoro.

Massime di principio

  • Nel procedimento per il rilascio del nulla osta al lavoro subordinato dello straniero, l'asseverazione deve essere redatta da un soggetto abilitato e contenere tutti gli elementi richiesti dal modello amministrativo applicabile; la mancata produzione o la non conformità dell'asseverazione costituisce ragione ostativa al rilascio o alla conservazione del nulla osta, se il vizio non viene sanato.
  • La sopravvenuta disponibilità di un diverso datore di lavoro non impone il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione quando risultino originariamente mancanti i requisiti necessari per l'instaurazione del rapporto con il datore indicato nel nulla osta, inclusa la capacità reddituale minima.
  • I requisiti legittimanti il rapporto di lavoro devono sussistere al momento dell'ingresso dello straniero; il permesso per attesa occupazione non può essere utilizzato per neutralizzare ex post l'originaria insussistenza dei requisiti del datore di lavoro, perché ciò renderebbe privo di effettività il requisito reddituale minimo e potrebbe favorire condotte elusive.
  • Il rilascio del nulla osta non attribuisce allo straniero un diritto soggettivo definitivo al soggiorno: il nulla osta può essere revocato quando successivi accertamenti evidenzino l'assenza dei requisiti normativi legittimanti.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaPrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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