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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30398/2025 del 08/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Siena del 07/10/2024, con quattro censure: (1) errata applicazione e vizio di motivazione rispetto alla qualificazione del fatto come contravvenzione ex art. 727, comma 2, cod. pen., poiché il buono stato di salute degli animali escluderebbe il requisito del grave stato di sofferenza; (2) mancata considerazione di forza maggiore/caso fortuito (emergenza pandemica e attacchi di lupi) che avrebbero inciso sull'elemento soggettivo e sulla configurabilità della responsabilità; (3) mancato riconoscimento della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis cod. pen. (particolare tenuità del fatto) per occasionalità della condotta e esiguità del danno; (4) omissione di motivazione circa il rigetto delle attenuanti generiche (incensuratezza, età avanzata, minimo grado della colpa, circostanze pandemiche).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la ricostruzione del Tribunale di Siena che aveva: accertato la presenza di 255 suini allevati in condizioni semibrade con criticità nella distribuzione del cibo e presenza di carcasse abbandonate; riqualificato il capo A nella contravvenzione ex art. 727, comma 2, cod. pen. per ciascuno dei 255 suini; dichiarato la colpevolezza per ulteriori reati contravvenzionali (art. 256 d.lgs. n.152/2006 capi B e C e art. 650 cod. pen. capo D) e assolto per il reato contestato al capo E (art. 348). Ha ritenuto non persuasive le eccezioni di forza maggiore/pandemia e gli altri argomenti difensivi, ha considerato il rigetto implicito e motivato della richiesta di applicazione dell'art. 131-bis (particolare tenuità) alla luce della reiterazione e dell'abitualità dei comportamenti e ha ritenuto non illogico il diniego delle attenuanti generiche. Ha confermato la pena pecuniaria complessiva di 15.450 euro (calcolata su base di 2.600 euro per il reato principale e aumenti di euro 50 per ciascuna delle 257 contravvenzioni satellite). Ha imposto al ricorrente le spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 727 cod. pen.

    La detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze può configurare la contravvenzione anche quando le sofferenze siano patimenti derivanti da cattiva gestione (es. accesso al cibo limitato, miscelazione con deiezioni), non solo processi patologici.

  • art. 544-ter cod. pen.

    Norma originariamente contestata (delitto) ma il Tribunale ha ritenuto mancante l'elemento soggettivo e la crudeltà necessari per la fattispecie delittuosa, procedendo a riqualificazione in contravvenzione ex art. 727.

  • art. 256 d.lgs. n. 152/2006

    Violazioni connesse allo smaltimento illecito di carcasse e alla mancata adozione di misure per la gestione delle acque e delle deiezioni; valutate come reati ambientali collegati alla gestione dell'allevamento.

  • art. 650 cod. pen.

    Inottemperanza ad ordinanza sindacale (ord. n. 26/2021) prescrittiva per la custodia degli animali, smaltimento carcasse e gestione effluenti; l'inosservanza integra la contravvenzione.

  • art. 348 cod. pen.

    Reato per il quale il Tribunale aveva assolto l'imputato perché il fatto non sussisteva; non oggetto di accoglimento in sede di cassazione.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità: la Corte ricorda che quando la sentenza del merito evidenzia elementi che escludono la tenuità (pluralità di reati, reiterazione, abitualità) la richiesta può essere implicitamente respinta; nel caso la pluralità dei fatti (255 suini e altre contravvenzioni) esclude l'applicabilità.

  • d.lgs. n. 122/2011, allegato 1 punto 6

    "tutti suini devono essere nutriti almeno una volta al giorno. Se i suini sono alimentati in gruppo e non \"ad libitum\" o mediante un sistema automatico di alimentazione individuale, ciascun suino deve avere accesso agli alimenti contemporaneamente agli altri suini del gruppo"

    Norma tecnica richiamata dalla Corte per affermare il principio che l'accesso al mangime deve essere effettivo e salubre; la violazione delle regole minime di alimentazione può concorrere a qualificare una detenzione incompatibile con la natura degli animali.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che impone al soccombente in cassazione l'onere delle spese del procedimento; applicata per caricare le spese al ricorrente.

Massime di principio

  • In reati legati al maltrattamento o cattiva gestione di animali, non è necessario dimostrare un processo patologico: anche condizioni di allevamento che provocano patimenti prevedibili (es. accesso limitato al cibo, miscelazione con deiezioni, competizione) possono integrare la fattispecie sanzionata dall'art. 727 cod. pen.
  • La riqualificazione del fatto dal giudice di merito è lecita se motivata: in Cassazione la rivalutazione dei fatti è preclusa se la motivazione del giudice di merito non è irrazionale; il ricorrente non può ottenere la riforma presentando una lettura alternativa dei fatti già congruamente valutati.
  • Eventi straordinari come pandemia o attacchi di fauna selvatica devono essere provati e collegati causalmente alle carenze contestate per costituire valida causa di forza maggiore o diminuire la responsabilità; allegazioni generiche non sono sufficienti.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) è difficilmente riconoscibile quando la condotta è plurima, reiterata o collegata ad altre violazioni: la pluralità dei fatti e l'abitualità ostano alla qualificazione come fatto 'particolarmente tenue'.
  • Il rifiuto delle attenuanti generiche può essere implicito se emerge dalla motivazione che i fattori negativi (reiterazione, gravità complessiva, volontà di risparmio sui costi) rendono non logico un ulteriore abbassamento della pena.
  • Le ordinanze amministrative (es. sindacali) non ottemperate possono integrare profili di responsabilità penale (art. 650) e aggravare la valutazione complessiva della condotta.
  • In sede di cassazione la critica deve mirare a vizi di diritto o di motivazione (contraddittorietà, illogicità, insufficienza): la mera proposta di una diversa valutazione prospettata dal ricorrente non basta a ottenere l'annullamento.

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