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Sentenza

Sentenza n. 1180/2026 - Salerno, Sezione 3

per l’accertamento del silenzio inadempimento serbato dalla Prefettura di Salerno sull’istanza del ricorrente, finalizzata alla conclusione del procedimento di ingresso sul territorio nazionale nonché per l’accertamento e la declaratoria dell’obbligo di concludere il procedimento con il rilascio di un provvedimento espresso;

Giustizia amministrativa202501994

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio inadempimento serbato dalla Prefettura di Salerno sull'istanza finalizzata alla conclusione del procedimento di ingresso sul territorio nazionale e al rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'accertamento del silenzio inadempimento della Prefettura di Salerno e la declaratoria dell'obbligo dell'Amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso. Nel corso del giudizio, la difesa erariale ha depositato il provvedimento espresso conclusivo del procedimento, consistente nella revoca del nulla osta precedentemente rilasciato. L'Amministrazione ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese. La medesima richiesta è stata formulata dal ricorrente.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., rilevando che, dopo la proposizione del ricorso, l'Amministrazione aveva adottato un provvedimento espresso di conclusione del procedimento. La sopravvenienza ha fatto venir meno l'interesse del ricorrente all'azione avverso il silenzio, poiché l'obbligo di provvedere risultava ormai soddisfatto sul piano processuale. Il Collegio ha compensato le spese della fase cautelare in ragione della peculiarità della fattispecie. Ha inoltre disposto l'oscuramento dei dati identificativi ai sensi dell'art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003 e dell'art. 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    Il ricorso è dichiarato improcedibile quando, per sopravvenuta carenza di interesse, non sussiste più l'interesse alla decisione; ciò ricorre, nell'azione avverso il silenzio, quando l'Amministrazione adotta nelle more un provvedimento espresso conclusivo del procedimento.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Consente l'oscuramento dei dati identificativi a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale base di tutela dei dati personali particolari e della dignità della parte interessata ai fini dell'oscuramento del provvedimento.

Massime di principio

  • Nell'azione avverso il silenzio, l'adozione da parte dell'Amministrazione di un provvedimento espresso conclusivo del procedimento determina il venir meno dell'interesse alla decisione sull'obbligo di provvedere e comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse è appropriata quando la sopravvenienza non lascia più spazio alla pronuncia richiesta con l'azione contro il silenzio, anche se il provvedimento espresso adottato dall'Amministrazione è sfavorevole al ricorrente.
  • La compensazione delle spese può essere disposta in presenza di peculiarità concrete della fattispecie, anche quando il giudizio si conclude per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioPermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativoImmigrazione e cittadinanza
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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