Sentenza n. 1180/2026 - Salerno, Sezione 3
per l’accertamento del silenzio inadempimento serbato dalla Prefettura di Salerno sull’istanza del ricorrente, finalizzata alla conclusione del procedimento di ingresso sul territorio nazionale nonché per l’accertamento e la declaratoria dell’obbligo di concludere il procedimento con il rilascio di un provvedimento espresso;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio inadempimento serbato dalla Prefettura di Salerno sull'istanza finalizzata alla conclusione del procedimento di ingresso sul territorio nazionale e al rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'accertamento del silenzio inadempimento della Prefettura di Salerno e la declaratoria dell'obbligo dell'Amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso. Nel corso del giudizio, la difesa erariale ha depositato il provvedimento espresso conclusivo del procedimento, consistente nella revoca del nulla osta precedentemente rilasciato. L'Amministrazione ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese. La medesima richiesta è stata formulata dal ricorrente.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., rilevando che, dopo la proposizione del ricorso, l'Amministrazione aveva adottato un provvedimento espresso di conclusione del procedimento. La sopravvenienza ha fatto venir meno l'interesse del ricorrente all'azione avverso il silenzio, poiché l'obbligo di provvedere risultava ormai soddisfatto sul piano processuale. Il Collegio ha compensato le spese della fase cautelare in ragione della peculiarità della fattispecie. Ha inoltre disposto l'oscuramento dei dati identificativi ai sensi dell'art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003 e dell'art. 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
Il ricorso è dichiarato improcedibile quando, per sopravvenuta carenza di interesse, non sussiste più l'interesse alla decisione; ciò ricorre, nell'azione avverso il silenzio, quando l'Amministrazione adotta nelle more un provvedimento espresso conclusivo del procedimento.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Consente l'oscuramento dei dati identificativi a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato quale base di tutela dei dati personali particolari e della dignità della parte interessata ai fini dell'oscuramento del provvedimento.
Massime di principio
- Nell'azione avverso il silenzio, l'adozione da parte dell'Amministrazione di un provvedimento espresso conclusivo del procedimento determina il venir meno dell'interesse alla decisione sull'obbligo di provvedere e comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- La dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse è appropriata quando la sopravvenienza non lascia più spazio alla pronuncia richiesta con l'azione contro il silenzio, anche se il provvedimento espresso adottato dall'Amministrazione è sfavorevole al ricorrente.
- La compensazione delle spese può essere disposta in presenza di peculiarità concrete della fattispecie, anche quando il giudizio si conclude per sopravvenuta carenza di interesse.
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