Corte di giustizia, Sentenza C-532/18
Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 19 dicembre 2019. — GN, in persona del suo legale rappresentante HM contro ZU, nella sua qualità di liquidatore della Niki Luftfahrt GmbH. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Oberster Gerichtshof. — Rinvio pregiudiziale – Trasporto aereo – Convenzione di Montreal – Articolo 17, paragrafo 1 – Responsabilità dei vettori aerei in caso di incidente – Nozione di “incidente [evento]” – Aeromobile in volo – Rovesciamento d’un bicchiere di caffè posto sul tavolino di un sedile – Lesioni personali causate al passeggero. — Causa C-532/18
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha chiarito che il rovesciamento, durante il volo, di una tazza di caffè servita a un passeggero può integrare un “incidente” ai sensi della Convenzione di Montreal. Non è necessario dimostrare che l’evento sia riconducibile a un rischio inerente al trasporto aereo. La decisione rafforza la tutela del passeggero, pur nel quadro del bilanciamento previsto dalla Convenzione tramite le regole su esonero e limitazione della responsabilità.
Interpretazione dell’articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal: il rovesciamento di un bicchiere di caffè a bordo può costituire un “incidente” che fa sorgere la responsabilità del vettore per lesioni al passeggero.
La questione giuridica
Se, ai sensi dell’articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal, costituisca un “incidente” il fatto che, durante un volo, una tazza di caffè caldo posta sul tavolino del sedile anteriore scivoli e si rovesci, causando ustioni a un passeggero, e se per qualificare l’evento come incidente sia necessario accertare che esso derivi da un rischio inerente al trasporto aereo.
Principio di diritto
L’articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal deve essere interpretato nel senso che la nozione di “incidente” comprende qualsiasi situazione verificatasi a bordo di un aeromobile nella quale un oggetto impiegato per il servizio ai passeggeri abbia causato lesioni personali a un passeggero, senza che sia necessario verificare se l’evento derivi da un rischio inerente al trasporto aereo. La Corte esclude quindi che la responsabilità del vettore dipenda da una simile limitazione, perché né il tenore della disposizione né la finalità della Convenzione consentono di restringere la tutela ai soli rischi tipici dell’attività aeronautica.
Norme richiamate
- Articolo 267 TFUE
- Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999, articolo 17, paragrafo 1
- Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999, articolo 20
- Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999, articolo 21
- Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999, articolo 29
- Regolamento (CE) n. 2027/97
- Regolamento (CE) n. 889/2002
- Decisione 2001/539/CE del Consiglio
Interpretazione della nozione di "incidente" nella Convenzione di Montreal
La pronuncia riguarda un rinvio pregiudiziale dell’Oberster Gerichtshof (Corte suprema, Austria) in materia di responsabilità del vettore aereo per lesioni personali subite da un passeggero durante un volo. Il nodo interpretativo attiene all’articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal e, in particolare, alla nozione di "incidente".
Fatti e procedimento principale
GN, all’epoca di sei anni, viaggiava con il padre su un volo Maiorca-Vienna operato da Niki Luftfahrt GmbH. Durante il volo, al padre venne servito un bicchiere di caffè caldo che, posto sul tavolino del sedile, si rovesciò sulla bambina, provocandole ustioni di secondo grado. Non è stato possibile accertare se il bicchiere si sia rovesciato per un difetto del tavolino pieghevole oppure a causa delle vibrazioni dell’aeromobile. La minore, rappresentata dal padre, chiese il risarcimento del danno ai sensi dell’articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal.
Normativa rilevante
La Corte richiama in particolare:
- l’articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal, che prevede la responsabilità del vettore per danno derivante da morte o lesione personale del passeggero causata da un "incidente" verificatosi a bordo dell’aeromobile o nelle operazioni di imbarco/sbarco;
- l’articolo 20 della Convenzione, che consente l’esonero totale o parziale se il danno è stato provocato o vi ha contribuito la vittima con negligenza, atto illecito o omissione;
- l’articolo 21, che disciplina il limite e l’eventuale esclusione della responsabilità oltre la soglia di 100.000 diritti speciali di prelievo;
- l’articolo 29, che impone che le azioni di risarcimento siano esercitate solo nei limiti e alle condizioni della Convenzione. Nel contesto dell’Unione, la Corte menziona anche il regolamento (CE) n. 2027/97, come modificato dal regolamento (CE) n. 889/2002, e la decisione 2001/539/CE di approvazione della Convenzione di Montreal.
Questione sottoposta alla Corte
Il giudice del rinvio chiede se lo scivolamento e il rovesciamento di una tazza di caffè caldo appoggiata sul tavolino del sedile, con conseguenti ustioni al passeggero, costituiscano un "incidente" ai sensi dell’articolo 17, paragrafo 1. Più precisamente, domanda se per integrare tale nozione sia necessario che l’evento derivi da un rischio inerente al trasporto aereo.
Ragionamento della Corte
La Corte osserva anzitutto che la Convenzione di Montreal è parte integrante dell’ordinamento dell’Unione e che le sue nozioni devono essere interpretate in modo uniforme e autonomo, alla luce delle regole del diritto internazionale generale. In assenza di una definizione convenzionale di "incidente", la Corte ne ricava il significato comune: un evento involontario, dannoso e imprevisto.
La Corte richiama poi la finalità della Convenzione: garantire un equo risarcimento agli utenti del trasporto aereo internazionale, mantenendo al contempo un giusto equilibrio tra interessi dei passeggeri e dei vettori. Tale equilibrio è assicurato non restringendo in modo artificiale la nozione di incidente, ma mediante i meccanismi di limitazione ed esonero previsti dagli articoli 20 e 21.
Viene rilevato che i lavori preparatori della Convenzione mostrano la scelta consapevole di sostituire il termine "evento" con "incidente" per evitare una nozione eccessivamente ampia, ma non per introdurre un requisito ulteriore consistente nella connessione con un rischio tipicamente aeronautico. Inoltre, la presenza delle clausole di esonero e dei limiti di responsabilità conferma che non occorre ridurre ulteriormente l’ambito applicativo dell’articolo 17.
Pertanto, subordinare la responsabilità del vettore alla prova che il danno sia derivato da un rischio inerente al trasporto aereo non è conforme né al tenore della disposizione né agli obiettivi della Convenzione.
Decisione
La Corte dichiara che l’articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal deve essere interpretato nel senso che la nozione di "incidente" comprende tutte le situazioni verificatisi a bordo di un aeromobile nelle quali un oggetto impiegato per il servizio ai passeggeri abbia causato lesioni personali a un passeggero, senza che sia necessario accertare se l’evento derivi da un rischio inerente al trasporto aereo.
Principio affermato
Ai fini dell’articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal, il rovesciamento di una bevanda servita a bordo può costituire un incidente generatore di responsabilità del vettore, anche se non si dimostra una connessione con un rischio proprio dell’attività di trasporto aereo. La tutela del passeggero è quindi assicurata ogni volta che un evento involontario e dannoso si verifichi a bordo e causi lesioni personali, restando salva la possibilità per il vettore di invocare, ove ne ricorrano i presupposti, gli strumenti di esonero o limitazione previsti dalla Convenzione.
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