Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 641/2025 del 08/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava il decreto della Corte d'Appello per violazione degli artt. 627 e 628 cod. proc. pen. e dell'art. 10, comma 3, del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (in relazione all'art. 24), sostenendo che il giudice del rinvio non avesse rispettato il principio stabilito dalla sentenza delle Sezioni Unite "Spinelli" secondo cui il terzo interessato ha un mero onere di allegazione (non probatorio pieno) circa la lecita provenienza delle risorse. La ricorrente ha documentato e allegato risparmi, redditi familiari, entrate derivanti da vendite e un mutuo, nonché il contributo economico di conviventi/terzi nei periodi rilevanti, e deduceva che la Corte d'Appello aveva valutato in modo insufficiente tali elementi sia con riferimento all'acquisto dei due immobili di Cardano Al Campo (2001 e 2008) sia con riferimento all'acquisto delle quote dell'Immobiliare Chiara 75 s.r.l. (2004). Inoltre censurava la confisca integrale delle quote societarie ritenendo erronea l'applicazione della misura integrale senza distinguere gli apporti leciti da quelli eventualmente illeciti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso in parte. Ha ritenuto fondati i profili relativi agli immobili di Cardano Al Campo e alle quote della Immobiliare Chiara 75, perché la Corte d'Appello non ha adeguatamente valutato le allegazioni e le prove prodotte dalla ricorrente (risparmi familiari, redditi, proventi da vendita, rimborsi del mutuo e altre disponibilità) né ha motivato sufficientemente il rigetto secondo il principio di "Spinelli". Ha inoltre ricordato che la confisca integrale di un complesso aziendale è possibile solo se le risorse impiegate risultano assolutamente o prevalentemente illecite: in presenza di apporti anche in parte leciti occorre distinguere e confiscare solo la parte riferibile all'origine illecita. Il decreto impugnato è quindi annullato limitatamente alla confisca degli immobili e delle quote societarie, con rinvio alla Corte d'Appello di Milano per nuovo esame e motivazione; le ulteriori statuizioni non risultano censurate nel ricorso e sono rimaste fuori dal sindacato.

Norme richiamate

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alle misure ablative e alla procedura di prevenzione; il giudice deve motivare con riferimento alle presunzioni di illiceità e agli oneri di allegazione del terzo.

  • art. 628 cod. proc. pen.

    Norma complementare sulla disciplina delle misure patrimoniali nella procedura di prevenzione; richiamata nella contestazione di violazione procedurale.

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice antimafia) - art. 10, comma 3

    art. 10, comma 3, d.lgs. n. 159/2011

    Richiamato per i criteri di confisca e valutazione della provenienza dei beni nella procedura di prevenzione; la Corte ha rimarcato l'obbligo di considerare l'onere di allegazione del terzo.

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice antimafia) - art. 24

    art. 24 d.lgs. n. 159/2011

    Richiamato in relazione alla disciplina delle misure ablative e alla necessità di distinguere apporti leciti da illeciti nel patrimonio aziendale.

  • Sez. U, n. 4880 del 26/06/2014, "Spinelli"

    Sez. U, n. 4880/2014 (Spinelli)

    Principio chiave: nella confisca di prevenzione la presunzione di illecita provenienza ha natura relativa; il terzo interessato ha un mero onere di allegazione di fatti, situazioni o eventi che, se riscontrati, siano "ragionevolmente e plausibilmente" idonei a provare la lecita provenienza dei beni. La Corte ha applicato questo principio per criticare la motivazione della Corte d'Appello.

  • Sez. 5, n. 33038 del 08/06/2017, "Valle"

    Sez. 5, n. 33038/2017 (Valle)

    Chiarisce che l'uso del credito bancario per l'acquisto non esclude la valutazione del rapporto onere/risorse lecite: il finanziamento ha un costo e va considerato nella verifica della capacità economica del nucleo familiare.

  • Sez. 6, n. 31634 del 17/05/2017, "Lamberti"

    Sez. 6, n. 31634/2017 (Lamberti)

    Stabilisce che la confisca integrale di un complesso aziendale è ammissibile solo se le risorse impiegate sono di assoluta o prevalente natura illecita; in caso contrario occorre distinguere apporti leciti e illeciti.

  • Sez. 2, n. 30655 del 03/02/2023, "Rappa"

    Sez. 2, n. 30655/2023 (Rappa)

    Conferma il principio di necessità di individuare e sottoporre ad ablazione soltanto le quote o le parti di valore riferibili a risorse illecite, evitando la confisca indistinta del patrimonio aziendale quando vi siano apporti leciti.

Massime di principio

  • Il terzo interessato in procedura di prevenzione ha un onere di allegazione (non probatorio pieno): è sufficiente indicare fatti, risparmi, redditi o eventi che siano "ragionevolmente e plausibilmente" idonei a spiegare la lecita provenienza dei beni.
  • Il giudice che dispone confische deve motivare specificamente perché le allegazioni del terzo non risultino sufficienti; il semplice richiamo a elementi generici o a donazioni non basta.
  • Se l'acquisto è stato effettuato tramite mutuo/credito, il giudice deve valutare anche il costo del finanziamento e l'effettiva capacità del nucleo familiare di sostenere il rimborso (valutare rimborsi successivi da terzi/partner).
  • In presenza di un'impresa con apporti misti (leciti e illeciti), la confisca integrale è giustificata solo se le risorse illecite risultano assolutamente o prevalentemente predominanti; altrimenti il giudice deve distinguere e confiscare solo la parte riconducibile all'origine illecita.
  • Se il giudice non opera una dettagliata valutazione comparativa delle risorse dichiarate/dimostrate dal terzo e dei dati contestuali (contributi di conviventi, vendite, redditi, risparmi antecedenti), la decisione può essere annullata e rimandata per un nuovo esame motivato.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.