Cassazione Penale, Sentenza n. 36373/2023 del 31/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Genova dell'08/02/2023 che aveva rigettato le istanze di affidamento in prova e di detenzione domiciliare presentate da Andrea Urso. Il ricorrente denunciava, ai sensi dell'art.606 c.1 lett. b) ed e) c.p.p., violazione di legge e vizio di motivazione relativamente al diniego della detenzione domiciliare: il Tribunale non avrebbe richiesto l'indagine dell'U.E.P.E. sull'idoneità del domicilio e non avrebbe tenuto conto dell'informativa dei Carabinieri (del 7 febbraio 2023) che attestava l'effettiva sussistenza e idoneità del domicilio indicato, nonostante tale nota fosse pervenuta in udienza prima della trattazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al diniego della detenzione domiciliare. Ha rilevato che il Tribunale di sorveglianza non ha richiesto l'indagine dell'U.E.P.E. circa l'idoneità del domicilio e non ha preso in considerazione la nota dei Carabinieri pervenuta in udienza. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata nella parte relativa alla detenzione domiciliare e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di sorveglianza di Genova sul solo punto, lasciando impregiudicati gli altri aspetti del provvedimento.
Norme richiamate
art.47-ter Ord. pen.
Disciplina la possibilità di richiedere la detenzione domiciliare in udienza; la sua applicazione richiede la verifica dell'idoneità del domicilio, valutazione che può richiedere l'indagine dell'U.E.P.E.; il rigetto senza acquisire elementi essenziali (U.E.P.E., atti di Polizia) è viziato.
art.606 cod. proc. pen.
Consente il ricorso per cassazione per violazione di legge e vizio di motivazione; la Corte ha applicato tali criteri per valutare la correttezza procedurale e motivazionale del diniego della detenzione domiciliare.
art.173 disp. att. cod. proc. pen.
Limita l'ampiezza della riproduzione del motivo di ricorso in cassazione; nel caso il ricorso era affidato entro i limiti previsti e ciò è stato richiamato in sede di ammissione del motivo.
Massime di principio
- Quando è chiesta la detenzione domiciliare il giudice deve verificare l'idoneità del domicilio: in mancanza di elementi utili deve richiedere l'indagine dell'U.E.P.E. prima di decidere.
- Documenti o note di forze di polizia pervenuti in udienza e attinenti all'idoneità del domicilio devono essere valutati e non possono essere ignorati senza motivazione.
- Il rigetto di misure alternative basato su assunzioni non documentate (es. "sistemazione precaria" collegata a relazione affettiva) è vulnerabile al vizio di motivazione.
- Se il giudice omette acquisizioni probatorie rilevanti o ignora documentazione trasmessa, la decisione può essere annullata con rinvio limitatamente alla parte viziata.
- In situazioni analoghe il difensore dovrebbe sollecitare formalmente l'indagine dell'U.E.P.E. e produrre (o richiedere l'acquisizione di) attestazioni delle forze dell'ordine o altri documenti che comprovino l'idoneità e la stabilità del domicilio.
Testo integrale
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