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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8990/2023 del 30/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Comune impugnava la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania (n. 5832/2018) che aveva accolto l'appello di Sabel Log riformando la decisione di primo grado e rideterminando l'accertamento TARSU/TIA per il 2013 nella misura del 50% con esclusione di una unità immobiliare dove la contribuente avrebbe prodotto rifiuti speciali assimilati e ne avrebbe curato lo smaltimento in proprio. Il Comune deduceva la violazione e falsa applicazione di norme (artt. 2906 e 2909 c.c.; d.lgs. 152/2006 art. 198, comma 2, lett. g; d.lgs. 22/1997 art. 21) e l'omesso esame di fatto decisivo, sostenendo che gli elementi assunti a fondamento dell'efficacia esterna del giudicato non avevano carattere tendenzialmente permanente e che non era stato valutato in modo adeguato il concreto modus dello smaltimento e la prova fornita dalle parti.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo (assorbendo il secondo), ritenendo erronea l'applicazione, da parte della Commissione regionale, dell'efficacia espansiva esterna del giudicato relativamente a fatti (produzione e smaltimento in proprio di rifiuti speciali) che non hanno carattere tendenzialmente permanente e possono variare da periodo d'imposta a periodo d'imposta. Ha cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania, in diversa composizione, per un nuovo esame della controversia, anche per la determinazione delle spese di giudizio.

Norme richiamate

  • art. 2906 cod. civ.

    Riferito al principio del giudicato; la Corte rileva che l'efficacia esterna (ultrattiva) del giudicato può impedire il riesame di punti già accertati solo se riguardano elementi di fatto o diritto tendenzialmente permanenti; non si applica ai fatti variabili da periodo a periodo come lo smaltimento in proprio di rifiuti speciali

  • art. 2909 cod. civ.

    Richiamato nel contesto delle censure perché attinente agli effetti del giudicato e alle presumzioni; la Corte ha comunque ritenuto che non può essere invocato per estendere il giudicato a fatti non permanenti

  • d.lgs. n. 152/2006, art. 198, comma 2, lett. g)

    Norma sul trattamento/assimilazione dei rifiuti; il ricorrente contestava l'applicazione/interpretazione dell'assimilazione dei rifiuti speciali a urbani, ma la Corte non si è pronunciata nel merito sull'assimilabilità, rinviando la valutazione alla Corte territoriale per un esame probatorio periodale

  • d.lgs. n. 22/1997, art. 21

    Richiamato in relazione al potere di assimilazione e alla disciplina dei rifiuti; la Corte ha ritenuto che l'esercizio di tale potere e la prova della non assimilabilità devono essere valutati in concreto e specificamente per il periodo d'imposta

  • art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, cod. proc. civ.

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di norme di diritto e omesso esame di fatto decisivo). La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo formulato ai sensi di tali disposizioni e ne ha consentito l'accoglimento

  • art. 24 Cost. e art. 111 Cost.

    Richiamati per giustificare l'adozione del principio processuale della "ragione più liquida", ossia la possibilità di privilegiare l'esame degli aspetti più evidenti; comunque la Corte ricorda che tale principio non giustifica l'estensione del giudicato a fatti non permanenti

  • art. 276 cod. proc. civ.

    Richiamato in tema di ordine delle questioni da trattare; la Corte osserva che la sostituzione dell'ordine delle questioni con quello della maggior evidenza non può giustificare il preclusione del riesame di fatti non tendenzialmente permanenti

Massime di principio

  • L'efficacia espansiva esterna del giudicato tributario (cioè la preclusione del riesame di questioni già decise) può valere solo per elementi di fatto o di diritto tendenzialmente permanenti che si estendono oltre un singolo periodo d'imposta (es. qualificazioni giuridiche preliminari).
  • Fatti variabili da periodo a periodo, come la produzione di rifiuti speciali in una determinata unità immobiliare o lo smaltimento in proprio, non sono tendenzialmente permanenti: il giudice chiamato a decidere deve verificare in concreto la situazione per il periodo d'imposta oggetto di accertamento e non può limitarsi ad applicare automaticamente il giudicato formatosi in altra controversia.
  • La mera esistenza di precedenti sentenze favorevoli alla stessa parte non esclude l'onere di prova (o la necessità di valutare le prove) sul punto specifico per il periodo d'imposta: la Corte territoriale deve individuare e valutare gli elementi fattuali decisivi relativi al periodo.
  • In controversie tributarie connesse a elementi di natura fattuale occorre sempre distinguere tra profili tendenzialmente permanenti (potenzialmente vincolanti per effetto del giudicato) e profili suscettibili di variabilità temporale; l'errata qualificazione può determinare cassazione e rinvio.
  • Per il Comune (o l'ente impositore): prima di fondare l'accertamento su una propria determinazione di assimilazione o su giudicati pregressi, è prudente acquisire e documentare elementi probatori specifici per il periodo d'imposta interessato (es. evidenza di effettivo smaltimento a cura della contribuente, documentazione di spese, modalità operative).
  • Per il contribuente: se si invoca la non imponibilità per smaltimento in proprio o per non assimilabilità, è necessario offrire prova puntuale e circostanziata per il periodo di riferimento, poiché la decisione favorevole in altro periodo non sostituisce la valutazione probatoria richiesta per il periodo impugnato.

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