Cassazione Penale, Sentenza n. 28297/2025 del 01/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Domanda volta al riconoscimento della continuazione tra fatti oggetto di distinte decisioni irrevocabili. Il ricorrente ha lamentato che il Tribunale ha omesso di considerare la sua condizione di tossicodipendenza, insorta prima del 2017, aspetto che potrebbe dimostrare una comune ideazione di massima delle diverse condotte
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato per vizio di motivazione. L'ordinanza impugnata non fornisce una motivazione effettiva e comprensibile: oltre all'omissione indicata dal ricorrente, il Tribunale si è limitato ad affermare un 'stile di vita' o una tendenziale abitualità senza esplicitare le concrete ragioni in rapporto alla tipologia delle condotte e agli altri dati di interesse. L'ordinanza è annullata e la causa è rinviata per nuovo giudizio al Tribunale di Milano (dispositivo emesso il 29/05)
Norme richiamate
art. 52 D.Lgs. 196/03 e ss.mm.
Prevede l'obbligo di omissione delle generalità e altri dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento; la sentenza segnala tale obbligo per la pubblicazione
Massime di principio
- La valutazione della continuazione richiede motivazione concreta: il giudice deve esplicitare il nesso tra fatti, tipologia delle condotte e elementi soggettivi che possono evidenziare una comune ideazione di massima
- L'affermazione generica di 'stile di vita' o 'tendenziale abitualità' è insufficiente se non accompagnata da ragioni concrete e riferimenti ai dati probatori
- Quando il ricorrente allega condizioni personali rilevanti (es. tossicodipendenza) il giudice è tenuto a valutare e motivare esplicitamente l'incidenza di tali condizioni sulla qualificazione della continuità delinquenziale
- L'omessa o incomprensibile motivazione costituisce motivo di annullamento e rinvio per nuovo giudizio
- Per sostenere la prova della continuazione è utile produrre elementi obiettivi e colleganti (cronologia degli eventi, modus operandi ripetuto, documentazione clinica, precedenti processuali, dichiarazioni e altri riscontri fattuali)
- In sede di cassazione la censura per vizio di motivazione è efficace quando il provvedimento non consente di comprendere il percorso logico-giuridico che ha portato alla decisione
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