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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48534/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per nullità e vizio di motivazione: si contestava la sussistenza del reato di tentata rapina impropria per carenza dell'elemento soggettivo e della concreta attitudine della condotta a realizzare il progetto criminoso; si denunciava altresì l'erronea qualificazione della bottiglia di birra come "arma impropria" (aggravante) nonostante la bottiglia non fosse stata usata per colpire le vittime e fosse stata rinvenuta integra; infine si censurava la mancata valorizzazione delle attenuanti e l'eccessiva quantificazione della pena.

La decisione

La Cassazione ha accolto il ricorso in parte: ha escluso l'aggravante dell'uso dell'arma perché, secondo la ricostruzione processuale stessa, la bottiglia non risultava essere stata brandita o utilizzata per colpire le persone (era stata rinvenuta integra) e mancava prova che fosse stata intesa come strumento atto ad offendere; tuttavia, per il fatto risalente al 21.4.2010 la Corte ha rilevato l'estinzione del reato per prescrizione (pena massima ridotta per il tentativo) e ha quindi annullato la sentenza impugnata senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Riferimento alla disciplina del tentativo: la valutazione degli atti idonei diretti in modo non equivoco a commettere il reato deve essere accurata; la Corte ha confermato che il tentativo era stato inizialmente ritenuto, ma ha valutato separatamente la sussistenza dell'aggravante.

  • art. 628 cod. pen. (ora art. 628 era richiamato come rapina)

    Norma sulla rapina; la fattispecie contestata era la tentata rapina impropria e la Corte ha verificato gli elementi costitutivi del reato alla luce delle dichiarazioni e delle prove raccolte.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamata con riferimento ai profili di motivazione e alle formalità decisionali del giudice di merito.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai vizi di motivazione contestati, ossia l'obbligo del giudice di affrontare e confutare le censure dell'appello.

  • art. 4, comma 2, legge 18 aprile 1975 n. 110

    "debbono considerarsi armi, sia pure improprie, tutti quegli strumenti, anche non da punta o da taglio, che, in particolari circostanze di tempo e di luogo, possano essere utilizzati per l'offesa alla persona"

    La Corte conferma il principio che anche una bottiglia può essere arma impropria se usata o intesa come strumento atto ad offendere in un determinato contesto; tuttavia l'applicazione dell'aggravante richiede prova che l'oggetto sia stato effettivamente utilizzato o brandito con quella finalità.

  • art. 612 cod. pen.

    Riferimento al delitto di rapina e all'aggravante connessa all'uso di arma impropria; la Corte ha esaminato la compatibilità dell'aggravante con le modalità del fatto accertate.

  • art. 585 cod. pen.

    Richiamata nella giurisprudenza per il concetto di arma impropria anche in rapporto alle lesioni; la Corte ha utilizzato analoghi criteri di valutazione.

  • art. 62, comma 1, n. 6 cod. pen.

    Norma sulle attenuanti (comportamento successivo, risarcimento, ecc.): la difesa aveva invocato la prevalenza delle attenuanti generiche e la disponibilità risarcitoria, ma la Cassazione non ha ritenuto decisivo tale profilo rispetto alla questione principale sull'aggravante e alla prescrizione.

  • artt. 132-133 cod. pen.

    Richiamati in relazione al vizio denunciato di eccessiva afflittività della pena e alla motivazione della determinazione della pena, ma la pronuncia si è concentrata sull'esclusione dell'aggravante e sulla prescrizione.

  • art. 83, comma 4, dl. 17 marzo 2020 n. 18 (conv. L. 24 aprile 2020, n. 27)

    Richiamato con riferimento alla sospensione dei termini di prescrizione durante il lockdown; la Corte ha ritenuto non applicabile la sospensione al caso specifico perché le condizioni richieste per l'operatività della norma (udienza o decorrenza di termini nel periodo indicato) non risultavano soddisfatte.

Massime di principio

  • La mera detenzione di un oggetto potenzialmente pericoloso (es. bottiglia) non basta di per sé a qualificare l'uso dell'arma impropria: è necessario valutare se l'oggetto sia stato effettivamente brandito o utilizzato o comunque inteso come strumento idoneo ad offendere in quel contesto
  • Se la prova processuale documenta che l'oggetto non è stato utilizzato e risulta integro, il giudice di legittimità può escludere l'aggravante anche se i giudici di merito l'avevano ritenuta
  • Il giudice di merito deve motivare in modo puntuale le ragioni per le quali ritiene inattendibili le versioni difensive e per le quali applica un'aggravante; una motivazione generica non è sufficiente quando esistono elementi contrari espliciti (es. verbale di sequestro, dichiarazioni che non menzionano l'uso dell'oggetto)
  • L'ubriachezza volontaria non esclude la responsabilità penale e non giustifica automaticamente l'esclusione del dolo; tuttavia lo stato soggettivo dell'agente deve essere valutato nel complesso probatorio
  • La prescrizione estingue il reato anche se questioni di merito (esclusione di un'aggravante) possono essere risolte a favore dell'imputato; quando il reato è estinto per prescrizione la Corte può annullare la sentenza senza rinvio
  • Le normative emergenziali sulla sospensione dei termini processuali vanno interpretate restrittivamente: la sospensione della prescrizione prevista dal dl. 18/2020 opera solo nelle ipotesi espressamente contemplate e non in via generalizzata per tutti i procedimenti pendenti

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