Sentenza del 01/07/2021 n. 884 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Royalties - convenzione contro le doppie imposizioni - effettivo beneficiario - società controllata al 100% - è tale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
impugnazione del diniego, da parte dell'Amministrazione, del trattamento convenzionale sui canoni (royalties) erogati da un soggetto residente in Italia alla società svizzera. L'Amministrazione sosteneva che la società elvetica non fosse "effettiva beneficiaria" dei proventi perché era controllata al 100% da un altro soggetto, e quindi avrebbe dovuto essere disapplicata o limitata la riduzione/esonero prevista dalla convenzione contro le doppie imposizioni
La decisione
il giudice ha ritenuto che la partecipazione totalitaria di una società da parte di un altro ente non costituisce, di per sé, elemento sufficiente per escludere che la prima sia l'effettiva beneficiaria delle royalties. In assenza di elementi concreti che dimostrino che i pagamenti venivano automaticamente e obbligatoriamente trasferiti al controllante o che la società beneficiaria fosse soltanto un mero schermo/conduit, è stata riconosciuta alla società elvetica la qualifica di "beneficiario effettivo" e, conseguentemente, il diritto al trattamento previsto dalla convenzione
Norme richiamate
Convenzione contro le doppie imposizioni (art. sui royalties, es. art. 12 del Modello OCSE o della convenzione bilaterale applicabile)
la norma sui royalties riconosce la possibilità di tassazione limitata nello Stato della fonte salvo diversa previsione; l'applicazione del beneficio può dipendere dalla qualifica di "beneficiario effettivo" del percettore dei canoni
Commentario al Modello OCSE e dottrina sul concetto di "beneficial owner"
il concetto di "beneficiario effettivo" va valutato in base ai diritti e alla reale disponibilità del reddito, non in base alla mera partecipazione azionaria di terzi; la presenza di un controllante al 100% non è di per sé decisiva
Normativa interna relativa a ritenute alla fonte e trattamento dei canoni
le ritenute previste dalla normativa nazionale possono essere ridotte o eliminate se, in conformità alla convenzione, il percettore è effettivo beneficiario; tuttavia l'Amministrazione può disconoscere il beneficio in presenza di fenomeni di elusione o di strutture di mera interposizione
Massime di principio
- La qualifica di "effettivo beneficiario" si determina mediante un'analisi fattuale: diritti contrattuali sugli intangibles, autonomia nell'utilizzo dei proventi e assenza di obblighi contraenti di riversamento verso il controllante sono elementi favorevoli al riconoscimento
- La mera partecipazione totalitaria (100%) di una società da parte di un'altra non è sufficiente per affermare automaticamente che la prima non è beneficiaria effettiva; è necessario provare che la società è un mero veicolo/conduit o che esistono obblighi giuridici/economici che trasferiscono immediatamente i proventi al controllante
- Le autorità fiscali possono validamente contestare il trattamento se emergono elementi di abuso: accordi di trasferimento automatico dei proventi, mancanza di sostanza economica (assenza di personale, sede operativa, funzioni effettive), clausole contrattuali che vincolano l'uso delle somme o policy di distribuzione obbligatoria verso il controllante
- Per difendersi, il percettore dovrebbe documentare la reale autonomia (contratti di licenza efficaci, flussi bancari, delibere societarie, presenza di personale/servizi, certificazione di residenza fiscale) e dimostrare che i pagamenti restano a sua disposizione e non sono automaticamente trasferiti a terzi
- Occorre considerare anche le norme anti-abuso specifiche (es. PPT nel modello OCSE, clausole LOB) e la giurisprudenza locale: in presenza di indizi di scopo principale di ottenere vantaggi fiscali, il beneficio convenzionale può comunque essere negato
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