Cassazione Civile, Ordinanza n. 00141/2026 del 02/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (professionista)
La controversia
La controversia origina da un controllo formale sul Modello 730/2017 relativo all'anno d'imposta 2016, presentato tramite un centro di assistenza fiscale per un contribuente con domicilio fiscale nel territorio di competenza dell'ufficio di Crotone. A seguito dell'emersione di un visto di conformità ritenuto infedele, veniva emessa una cartella di pagamento per IRPEF, interessi e sanzioni nei confronti del centro e del responsabile dell'assistenza fiscale. I ricorrenti impugnavano la cartella deducendo, in cassazione, tre profili: (1) violazione dell'art. 39 d.lgs. 241/1997 per incompetenza dell'ufficio che aveva proceduto all'iscrizione a ruolo, sostenendo che la competenza spettasse alla Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del trasgressore; (2) violazione delle norme che disciplinano la quantificazione della sanzione e il favor rei, assumendo che la pretesa dovesse essere ridotta secondo la disciplina sopravvenuta più favorevole; (3) nullità della sentenza per motivazione/contrasto logico sulla natura delle somme, prima qualificate come sanzionatorie e poi come risarcitorie. La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo, assorbendo gli altri.
La decisione
La Corte ha accolto il primo motivo di ricorso, dichiarando assorbiti gli altri due. Ha cassato la sentenza impugnata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito accogliendo il ricorso introduttivo dei contribuenti e annullando la cartella di pagamento, perché l'iscrizione a ruolo era stata effettuata da un ufficio territorialmente e funzionalmente incompetente. Ha inoltre compensato integralmente le spese di tutti i gradi di giudizio.
Norme richiamate
art. 39 d.lgs. 241/1997
comma 1, lett. a); comma 1, lett. a bis); comma 2
La responsabilità del soggetto che rilascia un visto di conformità infedele ha anche funzione punitiva; le violazioni sono contestate e le relative sanzioni irrogate dalla direzione regionale competente in ragione del domicilio fiscale del trasgressore. Si tratta di competenza funzionale inderogabile, la cui violazione rende illegittimo l'atto di iscrizione a ruolo.
art. 36-ter d.P.R. 600/1973
Richiamato come base del controllo formale della dichiarazione dal quale è scaturita la pretesa.
art. 39 d.lgs. 241/97
Richiamato quale disposizione di iscrizione a ruolo delle somme a carico del contribuente e del CAAF.
art. 3 d.lgs. 472/1997
Invocato dai ricorrenti ai fini dell'applicazione del favor rei e della disciplina sanzionatoria più favorevole.
art. 7 CEDU
Invocato dai ricorrenti a sostegno della natura sanzionatoria della pretesa e della conseguente applicazione dei principi penalistici di legalità e irretroattività in bonam partem.
artt. 3, 23 e 53 Cost.
Invocati dai ricorrenti per contestare la legittimità costituzionale e la quantificazione della pretesa.
art. 132 c.p.c.
Richiamato per denunciare la nullità della sentenza per asserita contraddittorietà della motivazione.
art. 111 Cost.
Richiamato insieme all'art. 132 c.p.c. per dedurre il vizio di motivazione.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
Norma processuale posta a fondamento dei motivi di ricorso per violazione di legge.
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
Norma processuale posta a fondamento del motivo di nullità della sentenza.
art. 384, comma 2, c.p.c.
Utilizzato per la decisione nel merito da parte della Cassazione, in mancanza di ulteriori accertamenti di fatto.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002
Esclusa l'applicazione del contributo unificato aggiuntivo, poiché la parte soccombente è un'amministrazione pubblica ammessa alla prenotazione a debito.
Massime di principio
- In materia di sanzioni per visto di conformità infedele, la competenza a contestare le violazioni e a irrogare le relative sanzioni spetta in via funzionale e inderogabile alla direzione regionale dell'Agenzia delle entrate individuata in base al domicilio fiscale del trasgressore, non all'ufficio locale che abbia svolto il controllo o emesso la cartella.
- La violazione della competenza prevista dalla legge per l'iscrizione a ruolo comporta l'illegittimità dell'atto emesso dall'ufficio incompetente e deve essere rilevata dal giudice quando ritualmente dedotta.
- La somma richiesta al soggetto che ha apposto un visto di conformità infedele ha natura anche punitiva/sanzionatoria; tale qualificazione non è esclusa dall'eventuale presenza di una componente ripristinatoria o risarcitoria.
- Quando il primo motivo di ricorso è assorbente e consente la definizione della controversia senza ulteriori accertamenti di fatto, la Cassazione può cassare la sentenza impugnata e decidere nel merito ai sensi dell'art. 384, comma 2, c.p.c., annullando l'atto impugnato.
- Se una parte soccombente è un'amministrazione pubblica ammessa alla prenotazione a debito, non si applica il raddoppio del contributo unificato previsto per il soccombente nel giudizio di impugnazione.
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