Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19772/2024 del 20/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Gadola ha chiesto, ai sensi dell'art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (norma transitoria sulle sanzioni sostitutive per pene detentive brevi), la sostituzione della pena detentiva con la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità. La Corte d'appello, con ordinanza del 07/07/2023, aveva dichiarato inammissibile l'istanza ritenendo che la pena fosse stata sospesa condizionalmente e, ai sensi dell'art. 545-bis c.p.p., non fosse possibile applicare sanzioni sostitutive quando sia stata concessa la sospensione condizionale della pena. Il ricorrente ha invece dedotto che la sentenza del 7 ottobre 2022 (irrevocabile l'8 giugno 2023) non aveva concesso la sospensione condizionale a lui, ma al fratello Cristian, e quindi l'istanza del 21 giugno 2023 era tempestiva e doveva essere valutata nel merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato la tempestività e la correttezza formale dell'istanza presentata il 21 giugno 2023 e ha accertato, dall'atto allegato al ricorso, che la sospensione condizionale della pena non era stata concessa a Luigi Gadola ma al fratello. Pertanto l'assunto della Corte di appello (inammissibilità per sospensione condizionale già concessa) era errato. La Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte d'Appello di Napoli per un nuovo esame nel merito, che dovrà valutare l'adeguatezza della sanzione sostitutiva seguendo i criteri di legge (art. 133 c.p. e disciplina sulle sanzioni sostitutive).

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (art. 95)

    Norma transitoria che consente, per determinate condizioni e per chi aveva il procedimento pendente alla data di entrata in vigore, di chiedere la sostituzione delle pene detentive brevi con sanzioni sostitutive. Qui riconosciuta come applicabile e la base normativa dell'istanza del condannato.

  • codice di procedura penale (art. 545-bis)

    "quando è stata applicata una pena detentiva non superiore a quattro anni e non è stata ordinata la sospensione condizionale, subito dopo la lettura del dispositivo, il giudice, se ricorrono le condizioni per sostituire la pena detentiva con una delle pene sostitutive di cui all'articolo 53 L. n. 689/1981, ne dà avviso alle parti"

    Disciplina la procedura per l'applicazione delle sanzioni sostitutive al momento della sentenza d'appello; impedisce la sostituzione quando è stata ordinata la sospensione condizionale della pena. Va però verificato caso per caso se la sospensione sia effettivamente stata concessa al condannato.

  • legge 24 novembre 1981, n. 689 (art. 53 e art. 58)

    Art. 53 elenca le pene sostitutive; l'art. 58 disciplina i criteri di applicazione delle sanzioni sostitutive, richiamando la necessità che siano più idonee alla rieducazione e alla prevenzione di ulteriori reati e che si scelga quella più idonea al reinserimento con il minor sacrificio della libertà personale.

  • codice penale (art. 133)

    Contiene i criteri per la determinazione della pena (gravità del fatto, personalità del reo, circostanze ecc.) che devono essere declinati in chiave prognostica anche nella valutazione per l'applicazione delle pene o sanzioni sostitutive.

  • codice di procedura penale (art. 666)

    Norma che regola la competenza e le istanze al giudice dell'esecuzione; richiamata per l'ambito procedurale in cui il condannato può presentare l'istanza di sostituzione della pena una volta formato il giudicato.

  • codice penale (art. 163)

    Disciplina la sospensione condizionale della pena. Nel caso concreto la Corte ha accertato che il beneficio non era stato riconosciuto a Luigi Gadola, elemento decisivo per ammettere la valutazione dell'istanza sostitutiva.

  • d.l. 31 ottobre 2022, n. 162, conv. con modificazioni nella legge 30 dicembre 2022, n. 199 (art. 99-bis)

    Rilevato nei riferimenti giurisprudenziali per stabilire la data di entrata in vigore del regime e i criteri di pendenza del procedimento ai fini dell'applicabilità della disciplina transitoria.

Massime di principio

  • L'istanza di sostituzione della pena ai sensi dell'art. 95 d.lgs. n.150/2022 è tempestiva se presentata entro i termini previsti dall'irrevocabilità della sentenza e va valutata dal giudice dell'esecuzione, purché sussistano i presupposti di legge.
  • L'art. 545-bis c.p.p. impedisce la sostituzione quando la sospensione condizionale della pena è stata effettivamente ordinata: il giudice dell'esecuzione deve verificare concretamente se il beneficio è stato concesso al condannato, non basarsi su assunti generici.
  • La decisione di applicare una sanzione sostitutiva è discrezionale ma vincolata ai criteri dell'art. 133 c.p.: il giudice deve svolgere un giudizio prognostico sulla rieducazione e sulla prevenzione del rischio di recidiva, scegliendo la misura più idonea al reinserimento sociale.
  • La procedura prevede un vaglio nel merito: se i presupposti (limite edittale, assenza di cause ostative, valutazione prognostica positiva) ricorrono, l'istanza deve essere esaminata concretamente e motivatamente.
  • In presenza di sentenze concernenti più imputati (es. fratelli), occorre accertare individualmente se i benefici come la sospensione condizionale sono stati concessi a ciascun condannato; il trattamento non si estende automaticamente da un soggetto all'altro.
  • Se il giudice dell'esecuzione rigetta l'istanza per motivi formali o per una errata valutazione dei fatti (es. falsa attribuzione della sospensione), la decisione è impugnabile e la Corte di cassazione può annullare con rinvio per un nuovo esame.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.