Cassazione Civile, Ordinanza n. 03982/2023 del 09/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente pubblico)
La controversia
L'associazione ricorrente impugnava l'ordinanza/sentenza di merito che aveva respinto la domanda di annullamento di un verbale unico di accertamento Inps e I.T.L., di un avviso di addebito e di un verbale Inail relativi a contributi e premi assicurativi. Gli accertamenti avevano contestato la natura di volontariato dei rapporti formalmente instaurati con alcuni soggetti impiegati tra luglio 2014 e marzo 2016 per prestazioni rese in favore di un Comune, ritenendoli invece lavoratori subordinati. Il ricorso per cassazione deduceva violazione o falsa applicazione dell'art. 2 l. 266/1991 e dell'art. 2697 c.c., sostenendo che fosse compatibile con la disciplina del volontariato il riconoscimento agli associati di un rimborso forfettario entro limiti predeterminati statutariamente e lamentando, in sostanza, una errata esclusione della natura di rimborso spese delle somme erogate. La censura mirava anche a contestare l'apprezzamento di merito sulla sussistenza della subordinazione.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la censura fosse in parte inammissibile, perché sotto la veste della violazione di legge chiedeva in realtà una rivalutazione del merito sulla sussistenza del rapporto di lavoro subordinato; ha inoltre osservato che il richiamo all'art. 2697 c.c. era improprio, poiché non era dedotto un vero errore sulla ripartizione dell'onere della prova, ma una contestazione della valutazione probatoria. Quanto all'art. 2 l. 266/1991, la Corte ha ribadito che i rimborsi spese erogati ai volontari solo in forma forfettaria e non collegati a spese specificamente individuate e documentate non possono essere qualificati come rimborsi, ma assumono natura di compensi, con possibile emersione di un rapporto di lavoro mascherato. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata alle spese in favore dei controricorrenti; nessuna statuizione è stata resa nei confronti dell'INPS intimato non costituito. È stato inoltre dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 2 l. 266/1991
Il rimborso ai volontari deve avere funzione indennitaria e riferirsi a spese specificamente individuate e documentate; il rimborso forfettario non collegato a costi effettivi non è qualificabile come tale e può rivelare una causale retributiva.
art. 2697 c.c.
La violazione della norma è denunciabile solo se il giudice attribuisce l'onere della prova a una parte diversa da quella onerata; non quando si contesti la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
La censura di violazione di legge non può essere utilizzata per sollecitare una nuova valutazione del fatto o delle prove.
art. 380 bis c.p.c.
Richiamato per la trattazione camerale con proposta del relatore.
art. 13, co. 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002
In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.
art. 1, co. 17, l. n. 228 del 2012
Richiamato in relazione alla disciplina del raddoppio del contributo unificato.
art. 36 Cost.
È evocato come parametro rispetto al carattere retributivo del rimborso forfettario, per evidenziare che l'elargizione si poneva in rapporto di corrispettività e non di mera reintegrazione spese.
Massime di principio
- In tema di volontariato, somme erogate a titolo di rimborso spese devono essere ancorate a spese effettive, specificamente individuate e documentate; un rimborso forfettario commisurato al tempo o alla quantità della prestazione può essere riqualificato come compenso.
- La deduzione di violazione dell'art. 2697 c.c. è ammissibile in cassazione solo se il giudice di merito ha invertito l'onere della prova; non è invece consentito usare tale norma per contestare l'apprezzamento delle prove o chiedere una diversa ricostruzione dei fatti.
- Quando la doglianza, pur formalmente prospettata come violazione di legge, investe in realtà la valutazione degli indici fattuali della subordinazione, il ricorso tende a risolversi in una richiesta di riesame del merito ed è quindi destinato al rigetto o all'inammissibilità della parte corrispondente.
- Per escludere che un rapporto associativo o volontaristico mascheri un rapporto di lavoro, il giudice può valorizzare la natura del rimborso erogato e gli indici di eterodirezione, quali orario imposto, presenza sistematica e registrazione delle ore lavorate.
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