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Sentenza

Sentenza del 28/10/2016 n. 21830 - Corte di Cassazione

IMPOSTA DI REGISTRO - DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE - VALORE VENALE - IN GENERE - Utilizzabilità dei criteri previsti per l'ICI - Esclusione - Fondamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Torino, sostenendo che fosse erroneo determinare il valore venale del terreno ai fini dell'imposta di registro utilizzando il valore attribuito dal Comune ai fini ICI. Secondo l'Agenzia, l'art. 51 del D.P.R. n. 131/1986 consente di considerare le indicazioni comunali, ma non permette di trasferire automaticamente i criteri o i valori propri dell'ICI, trattandosi di imposte diverse per presupposti, struttura e modalità di determinazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo non utilizzabili ai fini dell'imposta di registro i criteri previsti per la determinazione dell'ICI. Ha quindi cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, in diversa composizione, affinché ridetermini la questione applicando il principio di diritto affermato. Al giudice del rinvio è stata demandata anche la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 131 del 1986, art. 51

    Determinazione del valore venale del bene ai fini dell'imposta di registro; il comma 3 richiama anche le indicazioni eventualmente fornite dai Comuni.

    La norma impone di determinare il valore venale del bene ai fini dell'imposta di registro sulla base di criteri propri di tale imposta. Il richiamo alle indicazioni comunali non consente di utilizzare automaticamente il valore o i criteri determinati ai fini ICI.

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5

    Disciplina i criteri di determinazione della base imponibile ICI.

    I criteri previsti per l'ICI sono specifici di un'imposta periodica e non possono essere trasferiti automaticamente alla determinazione del valore venale rilevante per l'imposta di registro.

  • Cass. n. 15078 del 2004

    I criteri di determinazione dell'ICI non sono mutuabili ai fini dell'imposta di registro.

    La giurisprudenza evidenzia la diversa struttura dei due tributi: l'imposta di registro è occasionale e unica, mentre l'ICI è periodica e ripetitiva, con criteri di determinazione solo parzialmente coincidenti.

  • Cass. n. 7903 del 2016

    Conferma l'orientamento secondo cui i criteri di valutazione previsti per l'ICI non possono essere utilizzati, in quanto tali, per determinare la base imponibile dell'imposta di registro.

Massime di principio

  • Il valore catastale o il valore determinato dal Comune ai fini di un'imposta locale periodica non può essere automaticamente assunto come valore venale ai fini dell'imposta di registro.
  • Quando due tributi hanno presupposti, periodicità e criteri di determinazione differenti, le regole applicabili a uno non possono essere trasferite all'altro senza una specifica giustificazione normativa e valutativa.
  • Ai fini dell'imposta di registro, il valore venale deve essere accertato con criteri propri, considerando gli elementi concretamente rilevanti per la compravendita e il mercato del bene.
  • Le indicazioni comunali possono eventualmente costituire un elemento di valutazione, ma non sono sufficienti, da sole, se consistono nel valore attribuito ai fini ICI e non sono accompagnate da una valutazione coerente con la disciplina dell'imposta di registro.
  • In caso di utilizzo di una stima tecnica o di una consulenza, il giudice deve motivare adeguatamente l'eventuale scelta di disattenderla e non può sostituirla automaticamente con valori formati per una diversa imposta.

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